Fabrizio Falconi

Il giorno più bello per incontrarti

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«Sono tornato, ma non per restare. Sono tornato per vedere, ormai però i miei occhi vanno dove vogliono».

È la storia di un’amicizia tra due giovani uomini, Giovanni e Alessandro. Giovanni è un eccentrico, sposato con una bellissima donna, ma ossessionato da continue “apparizioni” dell’immagine del padre, scomparso quando lui era bambino. Alessandro è invece un razionale, dalla vita semplice, lavora per le pagine culturali di un mensile. Giovanni muore in circostanze misteriose alla fine degli anni Settanta. Il suo corpo restituito dal mare in Spagna viene identificato e sepolto in Italia. Alessandro, dopo la scomparsa dell’amico, scopre la “doppia vita” di Giovanni, implicato in strane vicende che ruotano intorno alla compravendita – con truffa – di alcuni quadri. Vivienne, la moglie americana di Giovanni, dopo la morte del marito decide di tornare a New York. Dopo quattordici anni improvvisamente Vivienne riceve una cartolina dall’Europa con una misteriosa iscrizione, e le sembra di riconoscere la calligrafia del marito scomparso. Alla prima cartolina ne seguono altre, provenienti da diverse città, tutte con messaggi apparentemente incomprensibili. Alessandro va a trovare in America Vivienne e insieme i due decidono di fare tutto il possibile per scoprire la verità. Viene riaperta l’indagine sulla morte di Giovanni e avviata una perizia calligrafica sulle cartoline. L’inchiesta va avanti, fino a scoprire la verità sulla scomparsa di Giovanni, che non è morto ma si è volutamente allontanato dalla vita, mettendo semplicemente in scena la propria morte, e approfittando di questo per vivere un’esistenza ai margini, nella osservazione degli altri, della gente, del mondo, come prima di lui aveva fatto suo padre.
Il giorno più bello per incontrarti è un originale e coinvolgente giallo filosofico intorno all’amore e all’identità, capace di creare un’atmosfera onirica e misteriosa che cattura il lettore fino alla risoluzione finale e all’ultimo incontro tra Giovanni e Alessandro.

IL GIORNO PIÙ BELLO PER INCONTRARTI – RECENSIONI

 

Andrea Pedrinelli, GAZZETTA DI LECCO E PROVINCIA

 

Il giorno più bello per incontrarti

 

Definito in terza di copertina come un «giallo filosofico», l’esordio di Falconi come romanziere risulta intrigante più per struttura che per trama, senza dubbio anomala ma non particolarmente compiuta. In scena un amico morto, del quale affiorano a tredici anni dalla scomparsa cartoline autografe spedite dai più disparati angoli del mondo: ed inizia per chi è sopravvissuto un’ansiosa odissea di ricerca, nella speranza di un nuovo incontro. Falconi descrive tutto questo con discreta profondità, narrando e narrandosi insieme, ed introducendo fin dalle prime battute il lettore nelle pieghe di una vicenda che si dipana adagio adagio. Il volume si legge tutto d’un fiato, coinvolge e qua e là adempie ai propositi di essere un giallo; ma un retrogusto di incompiuto resta alla fine della lettura, come se non si cogliesse fino in fondo perché la storia ci è stata proposta.

 

LATINA OGGI
– 02/02/2001

“Il giorno più bello per incontrarti” edito da Fazi

I due amici di Fabrizio Falconi

 

Roma – Un’amicizia che sfida la morte, un giallo filosofico sulla ricerca della propria identità. È la storia di due amici, quella tra Giovanni, un eccentrico ossessionato da problemi psichiatrici e sposato con una bellissima donna Vivienne, e di Alessandro, un razionale dalla vita semplice, che si snoda ne “Il giorno più bello per incontrarti”, il primo romanzo di Fabrizio Falconi, edito da Fazi Editore. La vicenda comincia alla fine degli anni Settanta con la morte di Giovanni avvenuta in circostanze misteriose. Il suo corpo, restituito dal mare in Spagna, viene sepolto in Italia. Passano 14 anni dal giorno del funerale. Anni consumati, come confessa Alessandro, l’io narrante della storia, nella confusione, nei dilemmi e nei dubbi. Occasioni gettate al vento per afferrare una verità sempre sfuggente. ma poi nel ‘91, Vivienne, la vedova di Giovanni che vive a New York, riceve una cartolina dall’Europa e le sembra di riconoscere la calligrafia del marito scomparso. E poi arrivano altre cartoline, tutte con messaggi apparentemente incomprensibili. A quel punto, Alessandro e Vivienne decidono di andare fino in fondo per scoprire la verità e viene riaperta l’indagine sulla morte di Giovanni… Fabrizio Falconi è nato a Roma 40 anni fa. Con la sua raccolta di versi “L’ombra del ritorno” (Campanotto Editore), è giunto finalista al premio Sandro Penna e al premio Montale. “Il giorno più bello per incontrarti” è stato presentato il 29 gennaio a Roma, presso la Casa delle Letterature, da Paolo Taggi e Gabriele Pedullà.

 

IL NUOVO MOLISE
– 03/08/2001

“Il giorno più bello per incontrarti” edito da Fazi

I due amici di Fabrizio Falconi

 

ROMA – Un’amicizia che sfida la morte, un giallo filosofico sulla ricerca della propria identità. É la storia di due amici, quella tra Giovanni, un eccentrico ossessionato da problemi psichiatrici e sposato con una bellissima donna Vivienne, e di Alessandro, un razionale dalla vita semplice, che si snoda ne “Il giorno più bello per incontrarti”, il primo romanzo di Fabrizio Falconi, edito da Fazi Editore. La vicenda comincia alla fine degli anni Settanta con la morte di Giovanni avvenuta in circostanze misteriose. Il suo corpo, restituito dal mare in Spagna, viene sepolto in Italia. Passana 14 anni dal giorno del funerale. Anni consumati, come confessa Alessandro, l’io narrante della storia, nella confusione, nei dilemmi e nei dubbi. Occasioni gettate al vento per afferrare, una verità sempre sfuggente. Ma poi nel ‘91, Vivienne, la vedova di Giovanni che vive a New York, riceve una cartolina dall’Europa e le sembra di riconoscere la calligrafia del marito scomparso. E poi arrivano altre cartoline, tutte con messaggi apparentemente incomprensibili. A quel punto, Alessandro e Vivienne decidono di andare fino in fondo per scoprire la verità e viene riaperta l’indagine sulla morte di Giovanni… Fabrizio Falconi è nato a Roma 40 anni fa. Con la sua raccolta di versi “L’ombra del ritorno” (Campanotto Editore), è giunto finalista al premio Sandro Penna e al premio Montale. “Il giorno più bello per incontrarti” è stato presentato il 29 gennaio a Roma, presso la Casa delle letterature, da Paolo Taggi e Gabriele Pedullà.

 

Lita Abrami, GAZZETTA DEL SUD
– 03/03/2001

“Il giorno più bello per incontrarti” di Fabrizio Falconi

Storia di un’amicizia che sfida l’impossibile

 

Fabrizio Falconi, è nato a Roma quarant’anni fa. Con la raccolta di versi “L’ombra del ritorno” è giunto finalista al premio Sandro Penna e al premio Montale. Ma il suo primo romanzo è “Il giorno più bello per incontrarti” (Fazi editore, pp. 158, £. 24.000). L’esordio narrativo di Falconi è la storia di un’amicizia che sfida la morte e l’impossibile, un originale e coinvolgente giallo filosofico intorno alla ricerca della propria identità. Autunno 1977; un piccolo gruppo di persone assiste ai funerali di un giovane italiano, Giovanni, il cui corpo è stato ritrovato su una spiaggia nei dintorni di Barcellona, in Spagna. Al termine della funzione un uomo sdentato sui sessant’anni inizia a inveire contro la madre del defunto, Sofia, invocando una “restituzione”; accerchiato dai pochi presenti, ferisce con un coltello la mano di Alessandro, l’io narrante del romanzo è il migliore, e forse unico amico di Giovanni. Autunno 1991; una cartolina con una frase misteriosa viene recapitata dall’Olanda a Vivienne, la vedova di Giovanni, che ora vive in America. Non c’è alcun dubbio: la grafia è quella del giovane scomparso. Si tratta di un’abile manipolazione collegata all’oscuro passato dell’uomo e messa in scena per qualche assurda ragione, oppure Giovanni è vivo e sta cercando di comunicare con quel poco che resta di lui e del suo ricordo? Passano le settimane, e altre cartoline dalle frasi criptiche, fin troppo ambigue, provenienti dai luoghi più svariati si sovrappongono alla prima, creando non poca confusione al destinatario. “Soltanto allontanandosi si è perfettamente dentro, si è coinvolti, si guarda davvero, finalmente”. Una nuova inchiesta, disposta dalla polizia, rivela particolari su particolari di quella strana morte, ma starà ad Alessandro giungere a una conclusione e, soprattutto, alla sconvolgente rivelazione sul destino dell’amico. Fra gli ambigui interrogativi dettati da quest’insolita vicenda, si spiega l’avventura di Alessandro, l’amico “non occasionale” del presunto defunto, che decide di imbattersi in questo caso strano, investigando tra vecchi ricordi e antiche reminescenze. “Nei molti pensieri che faticavano a farsi largo nella mente, stentavo a far coincidere la tua morte con l’immagine viva di te”. É proprio Alessandro, il regista di questa storia. Ricostruisce, infatti, tutti i tasselli della vita interiore di Giovanni, un’esistenza tormentata da mille timori e insicurezze che hanno un’origine remota. “Tutti cercavano di convincerti. Tutti non avevano altro scopo che questo, cancellare la tua via storta, contestando a priori, com’è normale, l’asserzione di una visione impossibile, di un’allucinazione, di un miraggio. Alcuni dicevano di desiderare il tuo benessere, altri lo volevano veramente. Ma tutti, proprio tutti, partivano da quella semplice constatazione; non è possibile vedere ciò che non esiste. Non è possibile ascoltare ciò che non può essere pronunciato. Questa condizione di buon senso li metteva tutti fuori gioco, ai tuoi occhi”. In quest’avvincente storia che, naturalmente, si tinge di giallo, agiscono altri personaggi che, anche indirettamente, aiutano Alessandro durante l’investigazione: Vivienne, fragile moglie di Giovanni, posseduta da una “stanchezza infinita che le imponeva solo di allontanarsi, per sopravvivere”; Jacques, l’amico francese, ricercatore per la Sorbona, dallo sguardo lontano, “che non cercava altre domande”, perduto “dietro gli occhiali dalla montatura argentata”; l’enigmatico ispettore Catalani, “l’uomo tarchiato e calvo” notato in chiesa durante il funerale… Ma è attraverso la storia passata di Giovanni, gli anni dell’infanzia e del difficile rapporto con il padre, che Alessandro ricompone meticolosamente i fatti. In particolare, è proprio la figura di Leonardo, padre di Giovanni a determinare la personalità complessa e le assurde convinzioni del giovane sfortunato. Un racconto nel racconto permette, infatti, all’autore di tracciare la sagoma del personaggio, probabilmente, più importante di tutto il romanzo, il “personaggio chiave” che porta a scrutare nei meandri dell’animo umano, con magistrale acutezza e creando quel sottile pathos che cattura ogni tipo di lettore”. Leonardo disperse i suoi giorni migliori senza venirne a capo. Voleva redimere il mondo e il mondo, invece, continuava a sfuggirgli sempre di più. Cosa avrebbe dovuto fare per il suo scopo? Nulla: ecco la risposta semplicemente nulla. Null’altro che proseguire, intensificare il suo allontanamente. La sua assenza”. Perché proprio “nell’allontanamento è il conforto, la crescita, la risalita, l’unica chance, quando tutto è falso e vero allo stesso tempo e ogni ragione ammette il suo contrario senza contraddirlo”. Esattamente come il padre Leonardo, Giovanni è un “eroe di vetro”, nella cui storia il tutto e il nulla coincidono, e “gli unici errori ai quali è possibile rimediare sono quelli determinati da una volontà sincera, limpida, senza ombra e senza omissioni. Per tutti gli altri, frutto del destino, della malizia e del caso, non si può invocare altro che la pietosa carezza dell’oblio”.

 

Giovanna La Vecchia, ITALIA SERA
– 03/01/2001

Fazi pubblica “Il giorno più bello per incontrarti” romanzo d’esordio di Fabrizio Falconi

Il silenzio e il distacco profondo di un addio

 

Autunno 1977: un gruppo di persone assiste ai funerali di Giovanni, il cui corpo è stato ritrovato su una spiaggia nei dintorni di Barcellona. Autunno 1991: una cartolina misteriosa giunge dall’Olanda a Vivienne, vedova di Giovanni. La calligrafia sembra quella del marito: Giovanni è vivo o si tratta di una manipolazione? Altre cartoline, insieme ad una serie di indizi, rivelano particolari su quella strana morte, ma sarà Alessandro, il migliore amico di Giovanni, a giungere alla sconvolgente rivelazione sul destino del suo compagno. “Il giorno più bello per incontrarti” (Fazi Editore, 151 pagine, 24 mila lire), esordio narrativo di Fabrizio Falconi, si rivela come una storia complessa, ricca di colpi di scena, di indagine introspettiva, analisi, sentimenti e riflessioni intessute su una trama giallo filosofica intorno alla ricerca della propria identità. – Falconi da poeta a narratore. Quale forma espressiva riesce a comunicare meglio il suo pensiero? “La prassi vuole che si sia più portati per l’una o per l’altra. Sin dall’inizio mi sono espresso in tutti e due i modi, in prosa e poesia, trovandomi a mio agio in entrambe le situazioni. Nell’83 la mia prima pubblicazione fu una raccolta di racconti dal titolo “Prima di andare”. Subito dopo pubblicai una raccolta di versi con cui ebbi modo di esprimere gli stessi sentimenti e concetti anche se in modo diverso. La poesia? É una necessità fisiologica, il diario della vita che mi ha accompagnato da sempre. La prosa mi serve per raccontare storie; la poesia è un linguaggio dell’anima che non può essere tradotto in prosa. Credo che lo stile che mi è più congeniale sia la prosa poetica, forma tra l’altro adottata nei sei racconti brevi, quelli dell’esordio. Storie esili con linguaggio poetico, frutto di una fusione; una prova distillata e complessa; forma di letteratura che mi ha sempre affascinato”. – Come è arrivato al giallo? “Ha influito molto il mio lavoro, giornalista di cronaca, che offre incredibili spunti. Rimasi colpito da una storia nella quale mi sono imbattuto nel 1988, lavorando per la radio al programma 3131, trasmissione su persone scomparse. Ero solito girare l’Italia in cerca di storie vere, tra queste rimasi colpito da quella di Tiziano, ragazzo con un innato istinto di fuga. Un giorno fa perdere le sue tracce; poi, la laguna, porta alla riva quello che viene identificato come il suo corpo. La famiglia fa i funerali. Dopo cinque anni la madre riceve una cartolina dall’ospedale psichiatrico di Padova in cui Tiziano è ricoverato. Una vicenda che mi ha appassionato molto, rimasta dentro di me come un tarlo. Nel corso degli anni vi sono confluite vicende personali, il rapporto con mio padre, esperienze maturate e spunti vari”. – Il suo è un libro dove sono racchiusi significati molteplici. Nello scrivere ha effettuato una sorta di espiazione? “In parte è vero. Ho desiderato scriverlo in reazione alla tendenza della letteratura italiana giovanile, che trovo minimalista, trash. Credo vi sia un bisogno di approfondire meglio degli argomenti, realizzare una scrittura alta, nobile, non si può raccontare soltanto ciò che accade a tre metri di distanza da noi”. – Il suo è un giallo filosofico. Narra una storia priva di risposte. Crea l’esigenza di domande, questo si. É più importante porsi degli interrogativi esistenziali o cercare risposte? “Viviamo in un mondo in cui ci si affanna a cercare risposte, certezze; utilizziamo il computer, risolutore di ogni cosa, ma viene meno una grammatica delle domande. Il mio intento è palesato già nella frase di Edmund Jabes che riporto all’inizio del libro: Non chiedere la strada a chi la conosce, ma a chi, come te, la sta cercando. Le risposte non ci vengono da chi già sa tutto, ma da chi, come noi, si sta interrogando. La mia è una storia di sottrazione. Giovanni non abbandona, si sposta solamente, sta lì a guardare la vita da lontano. Quasi una lontananza fisica, che porta ad una maggiore vicinanza dell’anima. Somiglia un pò a Chatwin, colpito da una improvvisa cecità che non aveva nulla di patologico, causata dal fatto che vedeva le cose troppe da vicino. É bastato spostare il punto di vista per poter riacquistare la vista, quella vera”. – Giovanni, chi è in realtà? Un eroe, un vigliacco, un essere profondo, o soltanto un uomo che vuole avere una seconda possibilità? “É un personaggio ambiguo, come è ambigua la sua vicenda. Non si sa molto delle sue apparizioni, non si sa molto di lui: è tutto quello che lei ha detto all’unisono: un eroe, un cialtrone, un egoista, una persona poco stimabile dal punto di vista morale. Ma è anche un uomo e su di sé assume tutte le responsabilità di questa condizione. Reagisce ad una situazione insostenibile: è questa la prova di coraggio: sfidarsi, continuamente, quotidianamente, sempre. Correre il rischio di guardarsi dentro vedendo ciò che non ci piace, correre ai ripari, rimediare. Mettersi in discussione, correre il rischio, è dovere di ogni uomo. In questo Giovanni è un eroe”. – Amicizia, amore: due sfide enormi. Nel suo libro è più forte l’amicizia. “Credo molto nell’amore, ma sono consapevole del fatto che spesso, anche se è un sentimento bello, esso non sia gratuito. Tra un uomo e una donna c’è di mezzo la passione, il sesso, la chimica organica, l’attrazione fisica, un condizionamento, anche in un rapporto di grande sublimazione. L’amicizia, al contrario, è del tutto gratuita. Tra Giovanni ed Alessandro esiste un legame così forte che resiste agli anni, alla lontananza, alla morte: è un legame puro. A me stava a cuore rivelare un legame dell’anima: l’anima non ha sesso: è indipendente dalla schivitù del corpo”.

 

Roberto Carnero, FAMIGLIA CRISTIANA

 

La memoria dell’esordiente

 

Questo romanzo d’esordio di Fabrizio Falconi, quarantenne romano, mette in scena due personaggi principali: Giovanni e Alessandro. Il primo è scomparso in modo misterioso, e viene creduto morto fino a quando, 14 anni dopo, la vedova comincia a ricevere delle cartoline recanti strani messaggi vergati con la sua grafia. Alessandro, voce narrante del romanzo che per tutto il libro si rivolge all’amico come a un interlocutore, cercherà di ricostruire l’intera vicenda. Falconi si rivela scrittore che sa raccontare in modo avvincente, senza rinunciare a intensità lirica e a densità concettuale. Il romanzo diventa così una riflessione serrata sul trascorrere inesorabile del tempo, sul poco che la memoria riesce a trattenere, ma anche sul carattere ossessivo di alcuni ricordi. Per il rigore raziocinante e il nitore stilistico, la prosa ricorda quella di Daniele Del Giudice, con il quale Fabrizio Falconi condivide il gusto per la ricerca e la ricomposizione di una trama frammentaria.

 

IL SECOLO XIX

 

Il libro

“Il giorno più bello per incontrarti” di Fabrizio Falconi

La scena si apre su un funerale di provincia, in una giornata umida e afosa dell’autunno 1977. Giovanni, il giovane italiano dal passato tormentato, è annegato in Spagna, vicino a Barcellona, e in quella chiesetta, per l’estremo saluto, sono riuniti i suoi cari: la madre, il cui volto impietrito dal dolore ricorda le contadine dipinte da Grant Wood, la moglie americana, Vivienne, dallo sguardo dolce e assente, il suo migliore amico, Alessandro – voce narrante di questo romanzo davvero intrigante – e pochi altri. La mesta cerimonia viene interrotta dalle urla di un uomo sulla sessantina, sdentato e infuriato, che pretende una non meglio chiarita “restituzione”, brandisce un coltello e ferisce Alessandro. É stato coinvolto da Giovanni in una truffa, si scoprirà poco dopo, e a sua volta derubato. Brandelli di un’esistenza oscura, come tante tessere scompagnate di un puzzle che stenta a prendere forma, saltano fuori a poco a poco dalle indagini della polizia, dagli appunti dello psichiatra che aveva in cura il giovane e dai ricordi di chi lo aveva conosciuto e frequentato. Il quadro poi si complica ulteriormente quando Vivienne, quattordici anni dopo, riceve una strana cartolina anonima dall’Olanda, vergata con una calligrafia che sembra proprio quella di Giovanni. Ad essa fanno seguito altri messaggi, sempre anonimi, provenienti da varie parti d’Europa. É un’altra ritorsione, una messa in scena crudele, o davvero Giovanni è vivo e vuole vederci chiaro e riapre l’inchiesta, ma sarà Alessandro ad annodare i fili dell’enigma e a mettere il punto finale a questa storia dalla tensione sottile e vibrante. Un po’ thriller psicologico e un po’ diario filosofico, il romanzo d’esordio del giornalista romano quarantenne Fabrizio Falconi, già autore, e si sente, di versi apprezzati, unisce un forte grumo autobiografico (il difficile rapporto con un padre ammirato ma in fondo sconosciuto, il rimpianto per chi non c’è più) con l’eterna tentazione di fuggire i nostri errori e ricominciare, altrove, su un nuovo foglio: “nel breviario di una vita passata, riletto ogni giorno, arriva sempre, prima o poi, la pagina mancante. Quella che ti costringe a tornare indietro e chiederti come sarebbe stato… a quel punto, come sarebbe stato se…”.

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Il giorno più bello per incontrarti
Collana:
Numero Collana:
8
Pagine:
160
Codice isbn:
9788881121564
Prezzo in libreria:
€ 12,00
Codice isbn Epub:
9788876252693
Prezzo E-Book:
€ 4.99
Data Pubblicazione:
01-10-2000

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