Mauro Paissan

Il mondo di Sergio

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Prefazione di Stefano Rodotà

Sergio, gravemente autistico, viene ucciso dal padre.
Il presidente Napolitano concede la grazia.
Trentanove anni di affetto, violenze e solitudine.

Il ricavato di questo libro sarà devoluto alla Fondazione Handicap Dopodinoi onlus per l’avvio di un Centro polivalente per la diagnosi precoce e il trattamento dell’autismo. www.dopodinoi.it

Alle ore 20.30 del 13 giugno 2003, in via Lucrino, a Roma, Sergio Piscitello – 39 anni – viene ucciso con due colpi di pistola dal padre settantacinquenne, Salvatore.
Tre anni dopo, il 30 novembre 2006, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concede la grazia al padre della vittima. È uno dei primi provvedimenti di clemenza del Capo dello Stato, a pochi mesi dalla sua elezione. Prima di quei due colpi di pistola, c’è stata un’intera famiglia prigioniera per quasi quarant’anni di un figlio e del suo grave disturbo, l’autismo, spietato come pochi nell’imporsi su ogni piega della vita domestica e quotidiana. Sordomuto e autistico, chiuso a doppia mandata in un mondo tutto suo, Sergio esplode in frequenti quanto improvvisi accessi d’ira e violenza: calci e pugni al padre e alla madre Elvira, lancio di oggetti, autolesionismo. A provocare questi attacchi basta un televisore difettoso, qualche banale imprevisto che interferisca con la rigida, spietata routine che imprigiona il ragazzo, o con quella che è la sua unica grande passione: i film e la raccolta di videocassette. A casa e fuori, i Piscitello devono affrontare i colpi di una sindrome ancora poco studiata, i pregiudizi che l’accompagnano, il disinteresse e l’incompetenza delle istituzioni. Nulla rimane della loro fiducia nelle terapie proposte da differenti scuole mediche che si fanno la guerra a spese dei malati. Tra luminari che scambiano la sordità totale per “superudito”, viaggi della speranza all’estero, elettroshock e logopedisti, la vita sociale e l’unità della famiglia si disgregano inesorabilmente. In queste pagine dure e sincere, Mauro Paissan racconta la storia di una famiglia abbandonata a se stessa, che ha visto il proprio amore trasformarsi in dolore, e la propria solitudine in tragedia.

IL MONDO DI SERGIO – RECENSIONI

 

CARTA
– 11/06/2009

 

Uccidi il figlio

 

 

 

Elena De Sanctis, CONQUISTE DEL LAVORO
– 11/04/2009

 

La vita di Sergio

 

 

 

Cecilia Di Lorenzo, CHE LIBRI
– 01/11/2008

 

Autismo, la malattia dalle mille facce

 

 

 

HACCA PARLANTE
– 01/09/2008

 

Il mondo di Sergio

 

 

 

L’UNITÀ – FIRENZE
– 24/09/2008

 

Da Scalfari a Serra, pioggia di occasioni

 

 

 

DI TUTTO
– 18/07/2008

 

Il mondo di Sergio

 

 

 

IL GAZZETTINO
– 13/06/2008

 

Paissan e il “Mondo di Sergio”

 

 

 

IL FOGLIO
– 13/06/2008

 

Libri

 

 

 

IL GAZZETTINO
– 08/06/2008

 

Il mondo di Sergio

 

 

 

IL TIRRENO – PISA
– 27/05/2008

 

Una storia tragica di autismo

 

 

 

IL TIRRENO
– 02/06/2008

 

Il ricavato all’associazione per la cura dell’autismo

 

 

 

Giovanna Rossiello, TG1FALACOSAGIUSTA.BLOG.RAI.IT
– 28/05/2008

 

Il mondo di Sergio. Una storia vera dei nostri giorni

 

TG1falacosagiusta.blog.rai.it

 

Prefazione di Stefano Rodotà

 

In pagine crude e sincere, Mauro Paissan racconta la storia di una famiglia totalmente abbandonata a se stessa, che ha visto il proprio amore trasformarsi in dolore, e la propria solitudine in tragedia: la storia di una famiglia tenuta in ostaggio per 39 anni dalla malattia del figlio, autistico e sordomuto, ucciso infine dal padre disperato. L’autore e la casa editrice devolveranno parte del ricavato delle vendite alla Fondazione Handicap Dopodinoi onlus per la costruzione e l’avvio di un centro polivalente per il trattamento dell’autismo.

 

“Questo libro ci rivela il cedere del diritto di fronte alla pietas, l’abbandono della sua impassibilità formale, che lo spoglia di qualche suo attributo sacrale, ma lo avvicina un poco alla vita e all’umanità”. dalla prefazione di Stefano Rodotà.

 

Alle ore 20,30 del 13 giugno 2003, in via Lucrino, a Roma, Sergio Piscitello – 39 anni, autistico e sordomuto – viene ucciso con due colpi di pistola dal padre settantacinquenne, Salvatore. Tre anni dopo, il 30 novembre 2006, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concede la grazia al padre della vittima. Nel mezzo, in questi tre anni, per Salvatore Piscitello c’è stato l’iter giudiziario che ha portato alla sua condanna. E prima ancora, prima di quei due colpi di pistola, c’è stata un’intera famiglia prigioniera per quasi quarant’anni di un figlio e della sua malattia. Sordomuto e autistico, afflitto da una chiusura a doppia mandata che lo separa dalla realtà, Sergio esplode in frequenti quanto improvvisi accessi d’ira e violenza. Il padre è spesso costretto a camminare con lui per ore senza mai poter cambiare lato del marciapiede, fermarsi o fare un gesto che possa turbare il ragazzo, e di fronte ai calci e ai pugni che si scatenano per un DVD difettoso o altri dettagli insignificanti, non ha alcuna possibilità di difendere se stesso né sua moglie Elvira. A casa e fuori, deve affrontare i colpi di una sindrome ancora poco studiata, i pregiudizi che l’accompagnano, prestare i residui della sua fiducia più volte tradita alle terapie proposte da differenti scuole mediche che si fanno la guerra a spese dei malati, ricevere risposte sconfortanti da Asl e Ospedali che non possono e non sanno prendersi cura di suo figlio. Tra luminari che scambiano la sordità totale per “superudito”, viaggi della speranza in Svizzera e negli USA, psichiatri e logopedisti, la vita sociale e l’unità della famiglia si disgregano inesorabilmente.

 

Mauro Paissan, giornalista, dal 2001 è componente del Garante per la protezione dei dati personali

 

SUPERANDO.IT
– 22/05/2008

 

Una storia vera dei nostri giorni

 

Superando.itÈ la terribile storia della famiglia di Sergio Piscitello, abbandonata a se stessa di fronte ai colpi di problemi ancora poco studiati, dei pregiudizi che tuttora li accompagnano, del disinteresse e dell’incompetenza delle istituzioni. L’ha raccontata Mauro Paissan, giornalista e già deputato, nel libro “Il mondo di Sergio”, che verrà presentato il 26 maggio a Bologna


Verrà presentato lunedì 26 maggio a Bologna (Salone Bondioli della CISL, Via Milazzo, 16, ore 17.30) – dopo analoghe iniziative a Roma e a Trento – un libro recentemente dato alle stampe da Fazi Editore che è riuscito a scuotere in profondità la coscienza di chi ha già avuto modo di leggerlo.
Il suo titolo è Il mondo di Sergio. Una storia vera dei nostri giorni e a scriverlo è stato Mauro Paissan, giornalista e già deputato, oltre che componente – negli anni scorsi – dell’Ufficio del Garante per la Protezione dei Dati Personali e della Commissione Parlamentare per la Vigilianza dei Servizi Radiotelevisivi.«Alle ore 20.30 del 13 giugno 2003 – si legge nella presentazione del libro – Sergio Piscitello, 39 anni, viene ucciso con due colpi di pistola dal padre settantacinquenne Salvatore. Tre anni dopo, il 30 novembre del 2006, il presidente della Repubblica Napolitano concede la grazia al padre della vittima. Sordomuto e autistico, chiuso a doppia mandata in un mondo tutto suo, Sergio esplodeva in frequenti quanto improvvisi accessi di ira e violenza: calci e pugni al padre e alla madre Elvira, lancio di oggetti, autolesionismo. A casa e fuori, i Piscitello affrontavano i colpi di problemi ancora poco studiati, insieme ai pregiudizi che li accompagnano, al disinteresse e all’incompetenza delle istituzioni».È questa la storia vera raccontata da Paissan – che ne ha parlato recentemente anche a Raitre, all’interno del programma Che tempo che fa – con pagine dure e sincere, in cui si parla di una famiglia letteralmente abbandonata a se stessa, che ha visto il proprio amore trasformarsi in dolore e la propria solitudine in tragedia.
Particolare non indifferente, tutto il ricavato del libro contribuirà a finanziare il Progetto Autismo della Fondazione Handicap Dopodinoi di Roma.Alla presentazione di Bologna del 26 maggio interverranno, oltre all’autore, anche Gianluca Borghi, consigliere regionale dell’Emilia Romagna, Carlo Hanau dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e Mauro Montesi dell’Ufficio Handicap della CISL di Bologna. (S.B.)

Mauro Paissan, Il mondo di Sergio. Una storia vera dei nostri giorni
prefazione di Stefano Rodotà, Roma, Fazi Editore, 2008
184 pagine, 16 euro.

 

Antonia Casini, LA NAZIONE – LIVORNO
– 20/05/2008

 

“Il mondo di Sergio”, storia di una famiglia tra solitudine e dolore

 

 

 

LA SICILIA
– 19/05/2008

 

Giurisprudenza

 

 

 

LA NAZIONE – LIVORNO
– 15/05/2008

 

Pomeriggio in libreria

 

 

 

IL TIRRENO
– 13/05/2008

 

Alla Gaia Scienza c’è Mauro Paissan per raccontare “Il mondo di Sergio”

 

 

 

Marco Ferrazzoli , ALMANACCO DELLA SCIENZA
– 13/04/2008

 

Uccidere per pietà: quando l’handicap è la solitudine

 

 

Molti ricorderanno un caso che, pur nell’ormai quasi routinaria concitazione della cronaca nera domestica, ha colpito fortemente gli italiani che ne ebbero notizia: nel 2003 un borghesissimo medico romano uccise il figlio autistico, dopo l’ennesima giornata di vessazioni alle quali il ragazzo sottoponeva costantemente i genitori, nella totale solitudine familiare. Poco tempo dopo, relativamente ai tempi non fulminei della magistratura italiana, il padre, condannato per omicidio, veniva graziato dal presidente della Repubblica.
In questo libro che rievoca la storia della famiglia, basandosi soprattutto sugli appunti e sulle riflessioni disperate e dolenti dell’uomo, si intersecano numerosi piani di lettura. Uno, il più convincente, riguarda appunto la solitudine in cui vengono lasciate le famiglie degli handicappati gravi. Solitudine va qui inteso in un significato molto concreto e complesso: la forma autistica di Sergio, nato negli anni ’60, viene diagnosticata con un ritardo dovuto alla scarsa informazione del sistema sanitario italiano su questa patologia. Purtroppo, tale ritardo viene colmato, essendo la sintomatologia del bambino assai precoce ed eclatante, da una serie di valutazioni e terapie errate e costose. Ma anche dopo avere individuato che, purtroppo, Sergio soffre della forma più grave e aggressiva di questo ritardo mentale, l’appoggio delle strutture sanitarie pubbliche e private alla famiglia è irrisorio, spesso irritante e offensivo.
Molto meno convincente è la valutazione che l’autore de “Il mondo di Sergio” fa prendendo le mosse non dall’episodio dell’assassinio ‘per pietà’ ma dalla grazia concessa al padre dal Quirinale. Mauro Paissan estende infatti il concetto della pietà ‘pubblica’ alle richieste, spesso mosse in questi ultimi anni, di consentire l’eutanasia o il ‘suicidio assistito’ degli handicappati e dei malati incurabili. In realtà, l’esperienza di papà Salvatore e di sua moglie attestano che la morte non è il rimedio necessario, laddove si sollevino i cari dei malati dall’onere totale della cura e in particolare dall’angosciante domanda del ‘dopo di noi’: l’atto estremo raccontato nel libro avviene non tanto per l’esasperazione delle percosse, dei soldi dilapidati, della distruzione materiale e morale della casa, ma soprattutto perché il genitore si vede giunto a un’età nella quale la sua possibilità di accudire il figlio va esaurendosi, senza che le strutture prospettino all’ormai quarantenne Sergio una assistenza civile e dignitosa.

 

Marco Ferrazzoli

 

 Il mondo di Sergio
Mauro Paissan
Fazi (www.fazieditore.it)
Pagine 188
€ 16,00

 

Ursula Vagnozzi, LIBERAZIONE
– 14/05/2008

 

“Dentro questa vicenda c’è un’esplosione di tematiche sociali e politiche”

 

 

 

Maria Zuppello, BLOG.PANORAMA.IT
– 09/05/2008

 

Il mondo di Sergio. Il dramma dell’autismo in un libro

 

Blog.panorama.it

 

di Mauro Pissan (Fazi editore) - Particolare della copertina

 

Non è un malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’autismo un disturbo dello sviluppo psico-mentale. Ma per chi ne è colpito, e le famiglie coinvolte in Italia sono circa 600 mila, si è trasformato in un buco nero dal quale a volte si fa fatica a non essere risucchiati. È questo il contesto su cui si muove l’intera vicenda, realmente accaduta, narrata ne Il mondo di Sergio, Fazi editore, dall’abile mano giornalistica di Mauro Paissan. La storia vera, cioè, di Elvira e Salvatore. E del loro figlio Sergio, colpito da autismo. Fino all’epilogo più tragico. Il 13 giugno 2003 dalla pistola di Salvatore partono volontariamente due colpi di pistola contro il ragazzo. Il dramma di Sergio finisce lì, insieme con il desiderio di vivere dei suoi genitori. “Ho scritto questo libro” racconta Paissan a Panorama.it “per mettere in evidenza che la solitudine in cui vengono lasciate queste famiglie può arrivare ad avere una carica assassina. Il padre di quel ragazzo, lui, non è stato né un eroe né un criminale”. L’omicidio del giovane è stato, infatti, l’ultimo atto di disperazione di una famiglia che per 39 anni ha provato in tutti i modi a convivere con il lato oscuro dell’autismo. Le violenze, le percosse, gli atti di autolesionismo, la casa puntualmente sfasciata, gli scatti d’ira di Sergio contro chiunque provasse a dargli un aiuto, a partire dai suoi familiari.
“I medici, le istituzioni politiche, le strutture sanitarie e quelle assistenziali non escono bene da questa vicenda” sottolinea l’autore “la speranza è che negli ultimi anni si sia affermata una nuova sensibilità e una maggior consapevolezza nei riguardi dell’autismo, delle quali Sergio certo non ha avuto modo di usufruire”. Il libro è stato scritto non solo per i genitori del ragazzo ma assieme a loro. Che insegnano, avendolo imparato per primi, quanto si possa amare davvero un figlio anche se a causa dell’autismo è il linguaggio della violenza a prevalere. “Attraverso le pagine di questo libro hanno perpetuato l’amore per lui continuando a perseguire la speranza di una ‘guarigione’, ormai purtroppo solo simbolica e per i tanti Sergio; per tutti coloro che ancora oggi hanno bisogno di una voce che per loro gridi l’abbandono, la solitudine, il dolore di una vita così infelice”. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso la grazia a Salvatore nel 2006.

 

Maria Gabriella Scuderi, GAZZETTA DEL SUD
– 11/05/2008

 

Laggiù, al confine del dolore

 

 

 

Marcello Tosi, CORRIERE ROMAGNA
– 06/05/2008

 

Paissan nel mondo di Sergio

 

 

 

Martin Burcharth, INFORMATION.DK
– 10/05/2008

 

Sergios martrede verden (danese)

 

Information.dk

 

Sergios martrede verden

 

Det tog årevis for forældrene at forstå barnets lidelse. Som voksen antog autismen en voldelig karakter. Til sidst tog faren, 75, livet af sin elskede søn

 

10. maj 2008

 


Kan forældre virkeligt elske et autistisk barn, som dagligt øver fysisk vold mod dem?

Det spørgsmål stiller den italienske journalist og tidligere deputeret Mauro Paissan i sin gribende fortælling om den autistiske Sergio, der i en alder af 39 bliver myrdet af sin far Salvatore Piscitello med en pistol i deres hjem i Rom i 2003.
Den tragiske historie ender pladask på avisforsiderne. Salvatore slipper med en mild straf – seks år i husarrest. To år senere modtager han en benådning fra Republikkens præsident Giorgio Napolitano, som måske først synes svær at kapere, men som efter læsning af il mondo di sergio (sergios verden) virker forståelig og klarsynet.

Læs mere om

Autisme
Mauro Paissan

Som mange andre italienere berøres forfatteren dybt af den tragedie, der har udspillet sig gennem 39 år inden for Piscitello-hjemmets fire vægge. Paissan spørger sig selv, hvordan en mor og far magter at leve med et autistisk barn, teenager og voksen mand, der i sine sidste år bliver mere og mere voldelig og umulig at styre og som ingen private eller statslige institutioner ønsker at påtage sig ansvaret for.

Slået til plukfisk

Set udefra virker Salvatores og Elviras tilværelse som en nedstigning i Dantes Helvede.
Men selvfølgelig kan man elske et barn, som tugter én.
“Jeg tror, at jeg elskede min søn mere, end andre fædre gør,” fortæller Salvatore.
“Man forstår, at den sygdom, som han lider af, har brug for din hjælp.”
Moren Elvira tilføjer:
“Han slog mig til plukfisk. Han bed mig. Han rev voldsomt i mit hår. Trods dét, er jeg villig til at gøre det da capo.”
Salvatore har ret. En kammerat i min datters skoleklasse lider af Downs Syndrom. Jeg har aldrig set en far rette så stor kærlighed mod sit barn, og det formentlig på bekostning af de tre andre (normale) børn. Ligeså i Piscitellos hjem. Søsteren fik ikke nær samme opmærksomhed og rejste hjemmefra, så snart hun kunne.
Nu er der naturligvis autistiske og autistiske børn. Alle har hørt om savanter, der kan løse regnestykker, ingen almindelige mennesker evner og som alligevel mangler helt fundamentale sociale egenskaber. De er ude af stand til at føre en normal samtale. De bliver besat af små, øjensynligt irrelevante, ting. De har svært ved at udtrykke følelser – selv over for deres elskede familiemedlemmer.

Normaliteten bedrager

Autistiske mennesker er med andre ord følelsesmæssigt handikappede. Det forbandede er, at invaliditeten ikke er synlig for andre end familien. Når Sergio gik sammen med sin far og mor ud på gaden, når de tog bussen eller rejste med fly gik det ikke op for nogen, at her var et alvorligt handikappet menneske.
Og så lige pludselig et anfald af uhæmmet raseri – totalt uforudsigeligt. Det kan være, fordi nogle autistiske personer kun trives med monotoni og rutine, så den mindste afvigelse afføder en mental kortslutning og udløser et sindsoprør, som let kan udvikle sig til voldshandlinger. Den øjensynlige normalitet bedrager. Sergios forældre kunne jo ikke hænge et skilt om halsen på ham med ordet ‘Handikappet’.
Hvordan ender en far så med at slå sin søn ihjel? Det lyder som en tilsnigelse. Men dybest set begik Salvatore et medlidenhedsdrab. Paissans bog begynder med faren, der fortæller om den skæbnesvangre dag i juni måned – 39 år efter fødslen af deres lille Sergio.
“Det var en ulidelig varm dag. Temperaturen var oppe på 40 grader. Sergio opførte sig særligt aggressivt og voldeligt. I de sidste 11 måneder havde han ødelagt 12 fjernsyn, huset lå i ruiner. Pludselig får jeg en hård knytnæve i mellemgulvet. Han begynder at slå sin mor og sparker mig. Det hele er udløst af en film vi ser på DVD, som ikke er af perfekt kvalitet. Blodet driver ned ad mit ansigt. Det lykkes at give ham en beroligende indsprøjtning. Og så med ét føler jeg som om noget eksploderer indeni mig. Ja, det er hovedkulds, men idéen er vokset frem i en tid. Jeg var begyndt at tænke: Enten begår jeg selvmord, eller også tager jeg livet af ham, men hvis han dræber mig først, efterlader jeg Sergio hos sin mor i en endnu værre tilstand end nu. Jeg finder min Smith&Wesson kaliber 38 frem, lader den med seks patroner. To skud. En i venstre tinding. En i nakken. Så ringede jeg til politiet og fortalte dem, hvad der var sket.”
Salvatore, en ældre herre og læge på 75, har allerede prøvet at begå selvmord to gange. Nu vil han prøve engang til, men Elvira dukker op og får lagt sig imellem.
En ekstraordinær bog. Forfatterens medfølelse og forældrenes menneskelighed trænger ind i læserens sjæl. Her er der ikke brug for blomstrende adjektiver. Salvatore og Elvira fortæller. Journalisten udskriver båndene og mellem de lange citater får man baggrund fra dagbøger, lægejournaler og officielle dokumenter.

Magtede ikke kærlighed

Det hele er disket op på en kølig og i grunden teknisk facon, skrevet i den stil, som Leonardo Sciascias holdt Aldo Moros breve fra 1979. Men følelserne emmer ud af siderne og slår én i solar plexus. Empatien og forståelsen vælder frem.
Fortællingen handler først og fremmest om Sergio, som næppe kunne tale, fordi han ud over autisme var døvstum. Sergio, som ikke magtede at give udtryk for sin kærlighed til forældrene, men tugtede dem. Et stakkels og hjælpeløst menneske, der aldrig fik et normalt liv.
Og så pludselig bliver han berøvet livet af en far, som elsker ham ud over alt i denne verden. Absurdt. Grotesk. Men en historie fra det virkelige liv.

il mondo di sergio

Mauro Paissan
184 sider
16,00 Euro
Fazi Editore
ISBN: 978 88 811 29 270

 

Silvia Passini, LIFEGATE.IT
– 09/04/2008

 

Il mondo di Sergio

 

 Lifegate.it

“E dopo di noi?, è la lacerante domanda che si pongono i genitori di figli colpiti da gravi disabilità. Dopo la nostra morte, che ne sarà di nostro figlio? In quali mani finirà, chi se ne prenderà cura?”
   

Sergio, sordomuto e autistico. Chiuso in se stesso ed estraniato dal mondo.
Sergio e i suoi improvvisi e violenti attacchi di violenza e ira. Bastano piccoli pretesti, come un dvd difettoso, perché prenda a pugni i genitori o riduca in frantumi la casa. E poi urla gutturali, morsi, calci. Reazioni violente.


Un mondo altro ed estraneo, che non viene compreso, né dalla gente comune, né dalle istituzioni, né dai medici.
Una famiglia sconvolta. Dei genitori che si chiedono costantemente: “Che ne sarà, dopo di noi?”.
Finché il padre, una calda sera d’estate non decide di uccidere il figlio, ormai trentanovenne. Due colpi di pistola. Sono le 20h30 del 13 giugno 2003.


Non è romanzo, né affabulazione. Non  è un’architettura fantasiosa.
E’ la realtà. E’ ciò che è accaduto effettivamente per quarant’anni  alla famiglia Piscitello.
Tre anni dopo l’omicidio, il 30 novembre 2006, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concede la grazia al padre della vittima.


Questo libro nasce da parole reali, spinte dal dolore e dalla sincerità. Sono pagine nate dai dialoghi dei genitori di Sergio col giornalista Mauro Paissan.


Un libro che racconta che spesso il dolore non unisce né rafforza i legami, come per lo più si è portati a credere. Ma atomizza, rende soli ed isolati.


Un libro testimonianza, spesso duro nei toni e nelle atmosfere. Che racconta di un amore difficile, tragico, intenso. Che merita di essere letto.


 

 

Sabrina Bergamini, IMGPRESS.IT
– 27/04/2008

 

“IL MONDO DI SERGIO”: UNA STORIA DI AUTISMO, AMORE E DOLORE

DUE SPARI ECHEGGIARONO ATTUTITI NELLA SERA. SERGIO È MORTO. UN ESTREMO ATTO D’AMORE DA CHI TANTO L’AMÒ

Imgpress.it
Culture
“La disperazione prende il sopravvento. Una deflagrazione improvvisa dell’animo, un baratro che si è aperto per quindici minuti e che ha trascinato giù tutto per poi richiudersi su un’apparente normalità. Un breve black out, al termine del quale non è rimasto spazio per stati di obnubilamento, di reminiscenza, di blocco. Al contrario, una lucidità totale. «È stata la disperazione a provocare un collasso della mia volontà. Sergio dormiva. Due spari echeggiarono attutiti nella sera. Sergio è morto. Un estremo atto d’amore da chi tanto l’amò. La mia vita è finita, ma è finita anche la sofferenza di mio figlio»”. Sono le 20.30 del 13 giugno 2003, Roma, quando Salvatore Piscitello uccide il figlio Sergio con due colpi di pistola. Sergio aveva 39 anni, era sordomuto e autistico, e a Sergio il padre e la madre avevano dedicato un’intera vita di sacrifici. Prima la difficoltà di capire una malattia – l’autismo – che nessuno allora conosceva, il tragitto infinito da un medico all’altro senza ricavare soluzioni ma ottenendo spesso incomprensioni, solitudini, disinteresse, incompetenza, mancanza di umanità. Poi la consapevolezza di una situazione che si fa sempre più dolorosa e sempre più schiacciante per la famiglia: Sergio è aggressivo e violento, nei suoi scatti d’ira picchia rabbiosamente il padre e la madre, quando diventa più grande scappa più volte di casa, trova consolazione solo nella televisione, nei film e nelle videocassette. I genitori raccontano la loro tragedia familiare, l’intrico di amore e di disperazione che portano nei confronti del figlio. Di volta in volta si sono dovuti improvvisare, per tutto l’arco della vita, psicologi, assistenti sociali, operatori, terapeuti, medici loro in prima persona di quel figlio che nessuno sapeva curare. È la storia vera raccontata da Mauro Paissan, giornalista e componente del Garante per la Privacy, nel libro “Il mondo di Sergio” edito da Fazi, in cui ripercorre la storia della famiglia Piscitello. Il padre, Salvatore, avrà alla fine una condanna mite – sei anni, due mesi e venti giorni – frutto di una giustizia e di un diritto che, come riconosce Stefano Rodotà nella prefazione del libro, cede alla pietas. Scriveva il Tribunale di Roma nella sua sentenza: “Si è in presenza di una persona che non solo ha condotto l’intera esistenza nella legalità, esercitando con decoro una professione; ma ha anche sovvenuto alle esigenze del figlio con compassionevole sollecitudine nel corso di lunghi anni, e che con sforzo estremo ha faticosamente mantenuto, finché ha potuto, l’equilibrio della famiglia nella gestione della malattia”. Salvatore va agli arresti domiciliari e il 30 novembre 2006 riceve la grazia del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Uno dei momenti più intensi del libro è quello in cui si riporta la lettera che la mamma di Sergio allega alla domanda di grazia, atto d’amore nei confronti del figlio e del marito. «È impossibile rievocare senza lacrime la memoria del mio amato e sventurato figlio, dopo aver patito per trentanove anni un dramma immenso e dopo aver cercato giorno e notte (le notti erano insonni) una soluzione al suo gravissimo handicap. Il mio dolore lo tenevo nascosto sotto un velo di sofferenza atroce e indescrivibile. (…) Mio figlio spesso gridava e le sue erano urla terrificanti e agghiaccianti (…) Mano a mano che cresceva, la quotidianità era sempre più terribile, le percosse, i morsi a strappo, il venire trascinata con forza per i capelli (…) Quarant’anni di una simile vita, senza speranza, hanno lasciato solo ferite indelebili, sempre sanguinanti, e molta disperazione». Da quel 13 giugno Salvatore ha sempre dormito nel letto del figlio per continuare il legame con lui. “Un interrogativo: si può davvero amare un figlio che usa violenza contro di te? Il padre: «Sì, forse di più. Ti rendi conto che la malattia che ha dentro di sé ha bisogno del tuo aiuto». La madre: «Mi massacrava. Botte, morsi, capelli strappati. Ciononostante io ricomincerei da capo»”. Nella storia della famiglia pesano l’incomprensione di molti medici, delle strutture sanitarie che non sanno o non riescono a dare sostegno efficace. È un aspetto presente anche se, scrive Paissan, non c’è desiderio di rivalsa e dunque anche da questo deriva la scelta consapevole di tralasciare i nomi di chi non ha offerto aiuto ma ha contribuito a peggiorare la situazione. Anche se, quando emergono, i giudizi sono senza appello. Per la madre di Sergio non si tratta solo di incompetenza e scarsa conoscenza dell’autismo. Dichiara Elvira in un passo del libro: «Incompetenza sì, ma anche assenza di umanità. Ce lo dicevano apertamente. La nostra funzione è questa: voi prendete appuntamento, noi vi prescriviamo un farmaco e via. Come si dà l’osso al cane. Nulla a che vedere con un trattamento umano». L’autore mescola le parole dei coniugi Piscitello con il ricordo della storia di Sergio in un racconto molto sobrio della vicenda. Sente il dovere, a chiusura del volume, di precisare: “I medici, le istituzioni politiche, le strutture sanitarie e quelle assistenziali non escono bene da questa vicenda. Ma anche su questi aspetti è prevalsa in noi la volontà di raccontare una storia piuttosto che di tranciare giudizi, che potrebbero risentire dell’unilateralità di una singola esperienza. (…) La vicenda Piscitello parla di noi, ci rivela dimensioni inedite della nostra società e delle solitudini che la governano”. L’autore inserisce qualche inserto sull’autismo, qualche citazione di libri e film che hanno affrontato il tema, una breve digressione sull’istituto della grazia. La storia è dolorosa e deliberatamente l’autore sceglie uno stile sobrio. A tratti diventa quasi un resoconto cronachistico. E se lo stile è obbligato, poteva forse rappresentare una scelta stilistica diversa e più incisiva quella di pensare a un libro-intervista che fosse completamente affidato alle parole dei genitori di Sergio, corredandolo in seguito con necessari approfondimenti sull’autismo, sulla rappresentazione che se ne dà, sui risvolti dell’istituto della grazia. Per il resto parlano soprattutto le parole piene di pietas di Salvatore ed Elvira e degli stessi giudici che hanno valutato il caso. Come ricorda lo stesso Stefano Rodotà nella prefazione: “Questo libro ci rivela anche quest’altra faccia, il cedere del diritto di fronte alla pietas, l’abbandono della sua impassibilità formale, che lo spoglia di qualche suo attributo sacrale, ma lo avvicina un poco alla vita e all’umanità”.

 

Ida Dominijanni, IL MANIFESTO
– 14/05/2008

 

Storia di Sergio e del padre che lo uccise e fu graziato

 

 

 

CORRIERE DELLA SERA – ROMA
– 23/04/2008

 

Storia di Sergio, ragazzo autistico

 

 

 

E POLIS ROMA
– 23/04/2008

 

Autismo e violenza in un solo volume

 

 

 

Concita De Gregorio, D DI REPUBBLICA
– 14/05/2008

 

Prigionieri di un figlio

 

 

 

Benedetta Perilli, DNEWS
– 21/04/2008

 

Autismo e dolore nella storia breve di Sergio Piscitello e di suo padre

 

 

 

Giovanni Pascuzzi, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
– 15/04/2008

 

Perché un padre uccide il figlio più amato? Ecco la storia di Sergio

 

 

 

Alessandro Anderle, TRENTINO
– 04/04/2008

 

Paissan indaga il mondo tragico di un autistico

 

 

 

Lapo Marini, SALUTE – REPUBBLICA
– 14/05/2008

 

Autismo sconosciuto

 

 

 

Mattia Eccheli, L’ADIGE
– 03/04/2008

 

Due spari nel dolore di Sergio

 

 

 

LIBERTÀ DI PIACENZA
– 03/04/2008

 

Autismo, in Italia sei casi su mille nati

 

 

 

Stefania Cuccato, APCOM
– 02/04/2008

 

LIBRI/ ESCE “IL MONDO DI SERGIO” E DELL’AUTISMO, DI MAURO PAISSAN

In libreria dal 4, parte ricavato vendite a Fondazione Dopodinoi

Notizie.alice.itRoma, 2 apr. (Apcom) – Si chiama “Il mondo di Sergio” il libro che Mauro Paissan, componente del Garante per la privacy e giornalista, ha scritto per raccontare, in modo crudo e sincero, la tragedia di una famiglia che deve occuparsi di un ragazzo autistico, in uscita il 4 aprile per la casa editrice Fazi (pp. 224 – euro 16).

 

E’ la storia di una famiglia tenuta in ostaggio per 39 anni dalla malattia del figlio, autistico e sordomuto, ucciso infine dal padre disperato: alle ore 20.30 del 13 giugno 2003, in via Lucrino, a Roma, Sergio Piscitello – 39 anni, autistico e sordomuto – viene ucciso con due colpi di pistola dal padre settantacinquenne, Salvatore. Tre anni dopo, il 30 novembre 2006, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concede la grazia al padre della vittima. Nel mezzo, in questi tre anni, per Salvatore Piscitello c’è stato l’iter giudiziario che ha portato alla sua condanna. E prima ancora, prima di quei due colpi di pistola, c’è stata un’intera famiglia prigioniera per quasi quarant’anni di un figlio e della sua malattia. Sordomuto e autistico, afflitto da una chiusura a doppia mandata che lo separa dalla realtà, Sergio esplode in frequenti quanto improvvisi accessi d’ira e violenza.

 

“Questo libro ci rivela il cedere del diritto di fronte alla pietas, l’abbandono della sua impassibilità formale, che lo spoglia di qualche suo attributo sacrale, ma lo avvicina un poco alla vita e all’umanità”, ha scritto Stefano Rodotà nella sua prefazione.

 

L’autore e la casa editrice devolveranno parte del ricavato delle vendite alla Fondazione Handicap Dopodinoi onlus per la costruzione e l’avvio di un centro polivalente per il trattamento dell’autismo.

 

 

 

 

 

 

Agnese Malatesta, ANSA
– 02/04/2008

 

DISABILI: ‘IL MONDO DI SERGIO’, IL DRAMMA DELL’AUTISMO

LIBRO DI MAURO PAISSAN, SOLITUDINE FAMIGLIE PUO’ CREARE OMICIDI

(ANSA) – ROMA, 2 APR – Di Sergio, 39 anni, sordomuto ed
autistico, ucciso dal padre, hanno parlato le cronache nazionali
cinque anni fa. E’ il giugno 2003 quando a Roma, Salvatore
Piscitello, 76 anni, esplode due colpi di pistola contro il
figlio che dorme. E’ un figlicidio ma non solo. Appare da subito
evidente che l’assassinio e’ l’epilogo del dramma di una
famiglia che, per quasi quarant’anni, e’ stata ostaggio della
violenza e dell’aggressione del ragazzo, chiuso a doppia mandata
in un mondo inaccessibile. Un inferno quotidiano di dolore, di
disperazione e, soprattutto, di solitudine.
Questa storia e’ raccontata da Mauro Paissan – giornalista e
gia’ parlamentare, ora componente dell’Ufficio del Garante per
la privacy – in un libro in uscita in questi giorni, ”Il mondo
di Sergio” (Fazi Editore), prefazione di Stefano Rodota’. Lo fa
attraverso la testimonianza dei genitori del ragazzo, Elvira e
Salvatore (rispettivamente professoressa e medico), l’omicida
che a fine 2006 ha ricevuto la grazia dal Presidente Giorgio
Napolitano.
Nel giorno in cui l’Onu celebra la Giornata mondiale dell’
autismo, che ricorre oggi, l’autore del libro ricorda Sergio e
la sua famiglia. Denuncia, cosi’, l’attualissimo peso vissuto da
tanti altri genitori che hanno in casa una disabilita’ grave:
”l’abbandono in cui puo’ trovarsi una famiglia, lasciata sola
dalle istituzioni, dai medici, dalla societa’, dalla chiesa,
puo’ determinare una disperazione che puo’ sfociare nell’
omicidio. L’amore puo’ trasformarsi in dolore e la solitudine in
tragedia. E il caso di Sergio non e’ il solo”.
Lo spiega bene lo steso Salvatore: ”E’ stata la disperazione
a provocare un collasso della mia volonta’. Sergio dormiva. Due
spari echeggiarono attutiti nella sera. Sergio e’ morto. Un
estremo atto d’amore da chi tanto l’amo’. La mia vita e’ finita
ma e’ finita anche la sofferenza di mio figlio”. Da allora, il
padre dorme nel letto del figlio: ”una scelta per prorogare un
legame”.
”Per me – dice Paissan – Salvatore non e’ ne’ un eroe ne’ un
criminale, mi astengo da ogni giudizio. E’ facile fare le
prediche. Ho voluto capire pero’ perche’ e’ arrivato a quel
punto”. Il contesto sociale ha la sua responsabilita’: ”c’e’
troppa ideologia sulle famiglie ma poco sostegno”. Per l’
autismo, ad esempio, e’ fondamentale la diagnosi precoce e
rispetto a 45 anni fa – osserva Paissan che nella sua attivita’
da parlamentare si e’ occupato delle questioni legate alla
disabilita’ – sono stati fatti tanti passi avanti. La diagnosi
e’ importante perche’ anche se non c’e’ la terapia ci sono,
comunque, delle tecniche che se messe in atto presto possono
tamponare l’esplosione della malattia. Servono poi strutture
residenziali diurne dove accogliere i malati cosi’ da
alleggerire i familiari per qualche ora al giorno”.
E poi soprattutto, e’ necessario un lavoro di
sensibilizzazione che interessa tutti, compresi i medici e i
genitori. In tal senso, va la pubblicazione de ‘Il mondo di
Sergio’. Il suo ricavato andra’ alla Fondazione Handicap
Dopodinoi onlus per l’avvio di un Centro polivalente per la
diagnosi precoce e il trattamento dell’autismo. (ANSA).

 

24 MINUTI
– 02/04/2008

 

“Il mondo di Sergio”: Mauro Paissan racconta una storia vera di autismo

 

 

 

TRENTINO
– 01/04/2008

 

Così l’amore diventa dolore

 

 

 

Marco Barabotti, IL TIRRENO
– 30/03/2008

 

Viaggio nella sofferenza

 

 

 

Gianna Milano, PANORAMA
– 14/05/2008

 

Autismo: una famiglia in ostaggio

 

 

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Il mondo di Sergio
Pagine:
184
Codice isbn:
9788881129270
Prezzo in libreria:
€ 16,00
Data Pubblicazione:
04-04-2008