Lorenzo Licalzi

Il privilegio di essere un guru

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«Leggetelo tutto d’un fiato dalla prima all’ultima pagina. Lasciatevi conquistare dalla scelta della geniale citazione iniziale, per poi abbandonarvi alle spassose vicende di Andrea Zanardi, casanova genovese dalla simpatia travolgente, dotato della capacità camaleontica e scientifica di diventare “uomo ideale” per ognuna delle sue prede, grazie anche a una faccia tosta disarmante, per poi svanire con una teatrale uscita di scena immediatamente dopo la conquista. Fino a quando, quasi senza accorgersene, scopre di avere una vocazione ancora più grande..
Leggetelo tutto d’un fiato dalla prma all’ultima pagina. Licalzi mette alla berlina con intelligente ironia parecchi luoghi comuni, comportamenti e mode prêt-à-porter. In questo irresistibile e surreale viaggio tra i nuovi miti new age, il protagonista Andrea Zanardi è con noi, con ogni lettore che ride e si dispera per raggiungere l’amore restando al passo con i tempi». Neri Marcorè

 Lorenzo Licalzi nato a Genova nel 1956, ha esordito con Io no (Premio Maria Rusconi come miglior romanzo d’esordio nel 2001), da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Sempre per Fazi Editore, nel 2004, ha pubblicato Non so. Successivamente, con Rizzoli, sono usciti Cosa ti aspetti da me?, Vorrei che fosse lei, 7 uomini d’oro (Premio Selezione Bancarella 2009), La vita che volevo e Un lungo fortissimo abbraccio.

«Licalzi ha praticamente fotografato una generazione di maschi italiani, dai trenta ai quaranta anni, che poi è la sua, e raccontando con intelligenza e senza le solite banalità i suoi stessi stropicciamenti emotivi e le sue stesse confusioni genitoriali è diventato un autore di culto».
Panorama

«La narrazione è un florilegio di consigli per tombeur de femme, di incontri surreali, di mimetismi originali».
La Repubblica

«Romanzo ironico che con un fuoco di fila di situazioni surreali e dialoghi spumeggianti demolisce con garbo i luoghi comuni del misticismo modaiolo».
Il Secolo XIX

«Uno dei romanzi più divertenti sui maschi di oggi».
Grazia

IL PRIVILEGIO DI ESSERE UN GURU – RECENSIONI

 

CORRIERE DELLA SERA – MAGAZINE
– 01/06/2008

 

Style

 

 

 

Lucia Compagnino, IL SECOLO XIX
– 18/05/2008

 

Il privilegio di essere un sognatore

 

 

 

Antonio Armano, GULLIVER
– 01/09/2006

 

Lorenzo Licalzi, guru per sbaglio

 

 

 

Lorenzo Licalzi, IL SECOLO XIX
– 23/07/2006

 

Il sorriso del pescatore all’ombra del suo primo amore

 

 

 

Paolo Di Stefano, IO DONNA
– 22/07/2006

 

Risponde Lorenzo Licalzi

 

 

 

Irma Kennaway, LA PROVINCIA DI COMO
– 08/07/2006

 

Quando il guru è un dongiovanni

 

 

 

Laura Maragnani, PANORAMA
– 19/08/2004

 

Vai Zanardi, sei tutti noi

 

Il suo primo libro ha venduto 13 mila copie. Il secondo 8 mila. Il terzo è uscito a metà giugno ed è già alla terza ristampa, oltre quota 23 mila. Da un mese è in classifica. Eppure, a parte i suoi lettori, che poi più che lettori sono fan, in Italia non lo conosce nessuno. Non si sa che faccia abbia. Non è mai andato in televisione. E, soprattutto: non ha mai avuto una recensione. Mai.
Diciamo subito che il fenomeno si chiama Lorenzo Licalzi, è nato a Genova, classe 1956, è sposato, ha due figli e una laurea in psicologia. Fino a quattro anni fa si occupava della gestione del personale in una casa di riposo. “Una vita infernale” confessa “quando alle 7 della domenica mattina suonava il telefono sapevo già che era per me. E che erano grane”.
Così a 39 anni ha venduto la casa di riposo e ha tirato il fiato. Poi? “Per eccesso di tempo libero, ho cominciato a scrivere”.
E fin qui potrebbe essere una storia normale. S’è istallato davanti al computer di casa, un rustico ristrutturato a Pieve Ligure. S’è svegliato tutte le mattine alle 6. Ha scritto mentre la famiglia dormiva. Alla fine il libro era lì. Titolo: Io no. Era una sorta di romanzo di formazione con al centro un single trentenne stropicciato e confuso, trincerato dietro il suo no alla maturità. Velocemente pubblicato da Fazi, subito diventato un film (di poca fortuna) con la regia di Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Io no non ha avuto neanche “una vera recensione”. Però ha ricevuto un premio, il Marisa Rusconi per esordienti. Ed è partito il passaparola.
Nel 2003 è uscito Non so (Fazi), storia di un trentacinquenne stropicciato e confuso alle prese con la paternità. Ancora nessuna recensione “seria”. In compenso c’erano insegnanti di Anzio, padri di figli piccoli, che passavano singhiozzando le opere licalziane alle moglie e agli amici, per poi scrivere all’autore: “Mia moglie leggeva Non so e continuava a ripetere: mi hai fatto uno scherzo, l’hai scritto tu? Non è possibile…”
possibilissimo. Licalzi, e qui sta il punto, ha praticamente fotografato una generazione di maschi italiani, dai trenta ai quaranta anni, che poi è la sua, e raccontando con intelligenza e senza le solite banalità i suoi stessi stropicciameti emotivi e le sue stesse confusioni genitoriali è diventato un autore di culto. Sommerso, finora. Ma ancora pere poco.

Infatti due mesi fa è uscito “Il privilegio di essere un guru” (sempre Fazi), una sorta di romanzo di formazione comico-spirituale, protagonista un single quasi quarantenne. Andrea Zinardi (il nome è un omaggio al disegnatore Andrea Pazienza), che dà la caccia a ogni donna potabile che gli transiti accanto, finché non incappa in una di quelle maniache della new age e si ritrova anche lui, pur di portarsela a letto, ad abbracciare gli alberi e a fare corsi di reiki.
La bandella del libro l’ha scritta l’attore Neri Marcorè, che ha letto le bozze e ha riso “convulsamente”. I diritti cinematografici li ha acquistati Medusa dopo averli contesi ad altre cinque case di produzione. La sceneggiatura e il film spera di farli un altro genovese, il comico Maurizio Crozza, che in Licalzi ritrova “un po’ Nick Hornby e un po’ Stefano Benni”.
Licalzi ora è in vacanza in Alto Adige, ma il culto licalziano continua a dilagare. A fine agosto lo vogliono conoscere i fan di Anzio. Per settembre lo ha prenotato un manager della Tetrapak che sta organizzando il primo Licalzi fan club. Il quale sarà, avverte il tizio, “doverosamente intitolato ad Andrea Zanardi, una cui parte, che non dovrebbe essere ristrutturata, vive in ciascuno di noi”. Le adesioni stanno già fioccando. Le recensioni, come sempre, no.

 

 

Davide Berselli , WWW.STRADANOVE.NET
– 06/09/2004

 

IL PRIVILEGIO DI ESSERE UN GURU, LORENZO LICALZI

 

Un divertentissimo sguardo sulle mode e manie orientali e su quello che nascondono

LORENZO LICALZI CI RIPROVA. DOPO I FORTUNATI SUCCESSI EDITORIALI DI “IO NO” E “NON SO”, lo psicologo ligure ha licenziato sempre con Fazi editore “Il privilegio di essere un guru”: stavolta, a finire nel mirino divertente dell’autore, sono le mode e le manie orientali, le affannose e spesso forzate ricerche di spiritualità da importazione.
L’autore conferma con la sua terza opera notevoli doti da narratore leggero: ha storie da raccontare, una penna rapida e tagliente, uno stile facile, una naturale inclinazione all’ironia, a volte esplosiva, e una profonda capacità di saper leggere l’uomo di oggi, le sue fissazioni ed idiosincrasie. Questa volta il protagonista è l’infermiere Andrea Zanardi, cacciatore incallito di donne, disposto a documentarsi e a mutare da camaleonte per catturare la vittima.
Ma quando mette gli occhi su Maria, non si accorge delle difficoltà alle quali deve andare incontro: la donna è infatti affascinata dalla cultura orientale a tal punto che Andrea, per fare colpo, si ritrova costretto a mangiare improbabili alghe, disquisire con proprietà di zen, abbandonarsi allo yoga, allo stile di vita ascetico e new age.
C’è insomma, nel libro di Licalzi, tutto l’armamentario filosofico-culturale che è piombato in Occidente, grazie ai mistici in buona fede e ai santoni in mercedes (e indovinate un po’ chi farà questa fine?); e c’è, dietro la figura guascona e cinica di Andrea, la sarcastica presa in giro dell’autore per quella che è una mania senza solide basi culturali. Parlare d’oriente è trendy, riempire i salotti d’incenso e di eterne discussioni sul karma è tanto chic, ma alla fin fine, ritornano a galla i retaggi occidentali, le vecchie abitudini dure a morire, le impostazioni mentali che un piatto di alghe non cancellano.
Spassosissimo l’episodio nel quale Muflone, altro invasato d’oriente, confessa ad Andrea di aver sterminato col Ddt tutte le formiche che abitavano il suo giardino zen. È su questo paradosso che si gioca tutto il libro, sulla bilancia che vede nei due piatti oriente ed occidente: tofu e panini con tonno e cipolle, astinenza dei sensi ed esplosione del sesso, digressioni taoiste e confessioni grevi tra amici, passeggiate a piedi nudi e corse in porsche, Andrea Zanardi deve dividersi, per quaranta giorni, tra quello che è sempre stato e quello che è costretto a diventare.
Ma se l’abito, e la tonaca, non fanno il monaco, nemmeno le mode, le correnti, le manie possono cambiare quello che siamo.

 

Davide Berselli , WWW.STRADANOVE.NET
– 06/09/2004

 

IL PRIVILEGIO DI ESSERE UN GURU, LORENZO LICALZI

 

Un divertentissimo sguardo sulle mode e manie orientali e su quello che nascondono

LORENZO LICALZI CI RIPROVA. DOPO I FORTUNATI SUCCESSI EDITORIALI DI “IO NO” E “NON SO”, lo psicologo ligure ha licenziato sempre con Fazi editore “Il privilegio di essere un guru”: stavolta, a finire nel mirino divertente dell’autore, sono le mode e le manie orientali, le affannose e spesso forzate ricerche di spiritualità da importazione.
L’autore conferma con la sua terza opera notevoli doti da narratore leggero: ha storie da raccontare, una penna rapida e tagliente, uno stile facile, una naturale inclinazione all’ironia, a volte esplosiva, e una profonda capacità di saper leggere l’uomo di oggi, le sue fissazioni ed idiosincrasie. Questa volta il protagonista è l’infermiere Andrea Zanardi, cacciatore incallito di donne, disposto a documentarsi e a mutare da camaleonte per catturare la vittima.
Ma quando mette gli occhi su Maria, non si accorge delle difficoltà alle quali deve andare incontro: la donna è infatti affascinata dalla cultura orientale a tal punto che Andrea, per fare colpo, si ritrova costretto a mangiare improbabili alghe, disquisire con proprietà di zen, abbandonarsi allo yoga, allo stile di vita ascetico e new age.
C’è insomma, nel libro di Licalzi, tutto l’armamentario filosofico-culturale che è piombato in Occidente, grazie ai mistici in buona fede e ai santoni in mercedes (e indovinate un po’ chi farà questa fine?); e c’è, dietro la figura guascona e cinica di Andrea, la sarcastica presa in giro dell’autore per quella che è una mania senza solide basi culturali. Parlare d’oriente è trendy, riempire i salotti d’incenso e di eterne discussioni sul karma è tanto chic, ma alla fin fine, ritornano a galla i retaggi occidentali, le vecchie abitudini dure a morire, le impostazioni mentali che un piatto di alghe non cancellano.
Spassosissimo l’episodio nel quale Muflone, altro invasato d’oriente, confessa ad Andrea di aver sterminato col Ddt tutte le formiche che abitavano il suo giardino zen. È su questo paradosso che si gioca tutto il libro, sulla bilancia che vede nei due piatti oriente ed occidente: tofu e panini con tonno e cipolle, astinenza dei sensi ed esplosione del sesso, digressioni taoiste e confessioni grevi tra amici, passeggiate a piedi nudi e corse in porsche, Andrea Zanardi deve dividersi, per quaranta giorni, tra quello che è sempre stato e quello che è costretto a diventare.
Ma se l’abito, e la tonaca, non fanno il monaco, nemmeno le mode, le correnti, le manie possono cambiare quello che siamo.

 

Pasquale Bottone, WWW.ILTEMPODILEGGERE.COM
– 07/08/2004

 

LORENZO LICALZI – “Il privilegio di essere un guru”

 

Dopo “Io no” e “Non so”, Licalzi giunge alla terza prova letteraria con quello che probabilmente risulterà a tutt’oggi il suo romanzo più venduto e di successo ( già Medusa ne ha acquistato i diritti cinematografici). Le due storie precedenti, anche nei loro andamenti introspettivo-malinconici avevavo comunque una garbata leggerezza di scrittura ed un’ironia che traspariva puntuale : ne “Il privilegio di essere un guru” Licalzi mette la sua arguta penna al servizio delle quotidiane vicissitudini di un classico e furbo “maschio italiano” di quarant’anni, tal Andrea Zanardi, di professione infermiere-playboy, riuscendo a creare un clima ridanciano, a tratti quasi comico, non privo di rimandi indagatori sui rapporti di coppia, il virilismo, la spiritualità pret a porteur …e affini. Il vitellone post-moderno individua la sua conquista e a quest’ultima adatta conseguentemente il suo agire : eccolo quindi diventare “alternativo” con una fotografa no global, timoroso single in cerca di rassicurazioni al supermercato con le premurose ed annoiate casalinghe, sofisticato, “in porsche”, con le signore snob dei bar del centro. Ha un metodo di conquista per ognuna di loro, di cui diviene l’uomo ideale. Raggiunge l’obiettivo e poi scompare, dissolvendosi nel nulla e nascondendosi dietro gravi problemi di salute di familiari molto stretti. Una donna ci sarà, comunque, che lo costringerà ad un impegno molto più lungo e faticoso : si tratterà della spirituale Maria che lo condurrà con sè nel mondo delle filosofie orientali e dell’alimentazione macrobiotica, dandogli modo di accumulare esperienze per lui del tutto nuove in grado di cambiare radicalmente il percorso della sua vita. Zanardi è un simpatico mascalzone, il tipo che se la cava sempre, ha il talento dell’attore di prosa consumato : sono alcuni personaggi che si incontrano attraverso di lui che finiscono spesso per essere lo specchio di un certo misticismo modaiolo proprio dei tempi ( con tanto di conseguente, rilevante business…) o della evidente crisi di rapporti e di fiducia esistente tra uomini e donne. Il maschilismo di Zanardi e dei suoi amici altro non è che una difesa nei confronti di una figura femminile che non riescono, come al solito ( e , col tempo, sempre più…) a prevedere e a capire, al di fuori della magica atmosfera della classica conquista sessuale. Un rifugio preventivo nella italica tradizione godereccia del casanova sempre a caccia di nuove prede. Certo , poi Zanardi scoprirà che l’eccessivo pragmatismo può essere anacronistico se confrontato con i risultati che può dare una vita dedicata alla salvezza delle anime. E che essere un guru può trasformarsi in un grande privilegio e dare molte soddisfazioni in più ( non solo spirituali…senza neanche necessità di giocare a fare il playboy). Il libro italiano dell’estate. Da leggere.

 

Daniele Miggino, WWW.MENTELOCALE.IT
– 14/06/2004

 

Il privilegio di essere un guru

 

Il fenomeno della letteratura comica. Cabarettisti che diventano scrittori, attori che scrivono best-seller, molte battute messe su carta. C’è chi dice che, anche se non si tratta di vera e popria letteratura, il libro “da ridere” fa avvicinare alla lettura molta gente che altrimenti ne starebbe ben lontano. Il dibattito non si esaurirà certo qui. Intanto, Mercoledì 16, alle 18, presso il forum della FNAC di via xx settembre, Laura Guglielmi presenta Il Privilegio di essere un guru (Fazi Editore, 15 Eu) di Lorenzo Licalzi, un libro che fa ridere, ma che ha anche qualcosa di più.
C’è una differenza di stile rispetto ad altri libri comici. Quale? Lo chiedo all’autore.
“Beh, la maggior parte dei comici che si mettono a fare libri non riescono a scrivere un romanzo” dice Lorenzo “Buttano giù sketch, battute, a volte veramente divertenti, ma raramente c’è una storia, un trama. Io ho cercato di far ridere con una storia, con un romanzo vero e proprio. A parte Fantozzi, che resta un caposaldo (anche se a volte non era credibile), c’è solo un libro di questo tipo che mi ha folgorato, Belli dentro di Alvaro d’Emilio”.
Protagonista del libro è Andrea Zanardi, di professione infermiere, ma si può dire che il suo vero lavoro è quello di conquistare le donne. Tante donne. Il suo progetto è chiaro e semplice: puntarne una, fare di tutto per attirare la sua attenzione e stordirla con una marea di cazzate, portarla a letto e sparire. Andrea è democratico, non ha gusti particolari, ogni donna che gli passa davanti rischia l’agguato. È commovente l’impegno e la tecnica sopraffina con cui il nostro infermiere analizza la situazione, capisce i gusti della vittima, si informa su tutto lo scibile che potrebbe tornagli utile (manuali zen, libri di infima qualità che raccolgono aneddoti e curiosità per ogni evenienza), millanta conoscenze per fare breccia nei cuori delle pulzelle. L’ironia della narrazione non salva nessuno dei personaggi, non le prede (che ci cascano sempre), ma neanche Andrea, che nei panni del cascamorto indefesso – cinico e bugiardo – diventa presto una macchietta. Intorno, una serie di co-protagonisti, come Saro, un siciliano che non si capisce quando parla, e Ditasudicie, l’amico venditore di panini, che alimentano la verve umoristica del racconto. Anche la spiritualità che fa da sfondo al racconto viene messa alla berlina.
Questo Zanardi è veramente maschilista e superficiale? “Assolutamente sì. Ma ho voluto svelare un lato che tutti noi uomini abbiamo dentro. Non c’è niente da fare – chi più chi meno – tutti siamo un po’ Zanardi”.
Il libro scorre scena per scena, come in un film. Sembra un testo molto adatto al grande schermo. Pensi al cinema quando scrivi? “Io scrivo così, descrivo scene, situazioni, che collego con un filo narrativo. Alla Medusa è piaciuto, visto che ha comprato i diritti”. La storia è ambientata a Genova e molti personaggi sembra di conoscerli veramente. Hai tratto ispirazione da qualcuno in particolare? “Per alcuni sì, per altri no. Andrea è un mix. Io ho lavorato per un po’ in ospedale e ti posso dire che soggetti del genere esistono veramente. Per esempio, alcuni infermieri, per dire che si erano fatti una paziente, non dicevano il nome ma: “oggi mi sono fatto una frattura femorale in terza giornata””. Saro Murgia è un tipico siculo, inventato sulla base delle mie vacanze da ragazzo. Mentre Ditasudicie è un personaggio vero ma in compagnia lo chiamavamo Manozozza.
Questo è il terzo romanzo di Lorenzo. Il primo – Io no – era una storia d’amore e ribellione di un figlio nei confronti del padre. Il secondo, Non so, raccontava il percorso di un ragazzo indeciso, che trova la stabilità dopo esser diventato padre. Tutti e due iniziavano con una vena comica, ma le storie contenevano riflessioni molot serie. Io no è diventato anche un film, prodotto da Ricky Tognazzi.
Insomma, qual è il privilegio di essere un guru? “C’è spazio per le interpretazioni. In primo luogo, conquistare le donne senza far fatica. Ma Andrea potrebbe aver avuto davvero l’illuminazione…”. Non diciamo altro, sennò non c’è gusto.
Da venerdì 11 il libro è in tutte le librerie. E il futuro? “Vediamo come procede questo romanzo, che secondo me ha molte potenzialità. Sto lavorando anche a un altro libro, stavolta drammatico. Il titolo è Il privilegio di essere un vecchio, ed è un storia d’amore ambientata in una casa di riposo, con le riflessioni disincantate di un anziano sulla sedia a rotelle”.
Aspetteremo il dramma. Intanto ci godiamo le risate del guru sciupafemmine, che ha fatto un’ottima impressione persino a Neri Marcoré (uno che di comicità qualcosa ci capisce). “Sono contento perché Neri è proprio il tipo di comico che piace a me. Ed è anche un ottimo conoscitore di libri, visto che presenta Per un pugno di libri”.

 

 

IL TIRRENO
– 17/07/2004

 

Libri sotto l’ombrellone

 

VIAREGGIO. Da domani i bagnanti della Versilia potranno trovare libri all’ombra del proprio ombrellone. Da questo weekend, per tutta l’estate, la costa di spiaggia della Versilia che va da Viareggio a Vittoria Apuana sarà infatti teatro di un originale esperimento editoriale. I bagnanti, infatti, abituati da anni ad essere “abbordati” da giovanotti provenienti da mille regioni del mondo che offrono gadget di ogni tipo si accorgeranno dell’arrivo, su quelle stesse spiagge, di ragazzi vestiti di bianco che offriranno, per la prima volta, libri in vendita.
La divisa di ordinanza di questi ragazzi e ragazze, è composta da cappellino, zainetto, pantaloni e maglietta bianca con la scritta “Io ho il privilegio di essere un guru” come il titolo dell’unico romanzo che avranno in vendita. Il romanzo. scritto dallo psicologo genovese Lorenzo Licalzi (Fazi, Collana Le vele pp. 188 – euro 15.00) è stato scelto per l’esperimento per svariati motivi.
E’ un romanzo intelligente e al tempo stesso molto divertente i cui diritti di trasposizione cinematografica sono stati già venduti quando il libro era ancora in fase di lavorazione, di cui molti fra attori comici e registi italiani si sono già innamorati. Tra questi da segnalare Neri Marcorè che ha firmato una presentazione contenuta nel libro.
Il primo riscontro di pubblico al momento ottimo dato che il romanzo, è entrato subito nei primi dieci posti della classifica (al momento occupa la nona posizione) dei libri italiani più venduti la settimana scorsa.

 

COSMOPOLITAN
– 01/07/2004

 

I libri da ombrellone

 

Andrea è un virtuoso del cucco, uno Zelig disposto a tutto per conquistare una donna. Poi incontra Maria, patita di filosofie orientali.
E con lei si redime.
Illuminante.

 

LOMBARDIA OGGI
– 25/07/2004

 

E’ estate, ridete! Ma fatelo bene

 

Sotto l’ombrellone? Il quotidiano preferito e un libro leggero e divertente. Se si sceglie di non approfittare delle sospirate ferie per affrontare finalmente “Guerrav e pace” di Tolstòj, allora, come si suol dire, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Attenzione però, ci sono libri leggeri e divertenti e libri leggeri e divertenti. I primi si distinguono dai secondi perché, in più, sono anche intelligenti. Ironia sopraffina. Per esempio: “Il privilegio di essere un guru” di Lorenzo Licalzi (Fazi, 15 euro). Caldamente consigliato dall’attore Neri Marcorè, il romanzo narra di Andrea Zanardi, casanova genovese dai mille talenti, tra cui quello di sapersi trasformare ogni volta nell’ “uomo ideale” della signorina che intende sedurre. Salvo poi darsela a gambe, con eleganza va ammesso, a conquista avvenuta. Tutto bene finché il notro eroe non conosce una ingenua seguace di certa spiritualità orientale, quella edulcorata e usa e getta che va tanto di moda oggi in Occidente…

 

Athena Barbera, BOL.COM
– 27/07/2004

 

Intervista a Lorenzo Licalzi

 


Il privilegio di essere un guru, l’ultimo romanzo di Lorenzo Licalzi, autore alla sua terza prova narrativa particolarmente amato dai lettori di bol, è una vera sorpresa: ironico, divertente, intelligente, incredibilmente spassoso, insomma uno di quei rari romanzi che viene voglia di portare con sé e rileggere di tanto in tanto per farsi tornare il buonumore. Protagonista e gran mattatore Andrea Zanardi, quarantenne genovese, infermiere di professione e tombeur de femme per vocazione, attività nella quale si impegna con tale spudorata dedizione da risultare irresistibile. Perché per conquistare una donna, Andrea legge, si documenta, scopre debolezze e desideri inconfessati della malcapitata di turno che, convinta di avere finalmente incontrato l’uomo della sua vita, invariabilmente si lascia andare. Mentre Andrea, artista della sparizione e attore provetto, sta già affilando le armi per catturare la prossima preda. Intorno a lui, personaggi esilaranti e situazioni surreali che attraversano i luoghi comuni e gli stereotipi della mondanità zen, abilmente derisi dallo sguardo ironico e tagliente di Lorenzo Licalzi.

Psicologo, genovese, tre libri all’attivo di cui il primo, Io no, è diventato un film, mentre i diritti di Il privilegio di essere un guru sono già stati acquistati da Medusa. Come sei diventato un narratore?
In realtà è successo per eccesso di tempo libero, quando ho deciso di cedere un’attività imprenditoriale e mantenere solo il mio incarico di consulente come psicologo. Prima di Io no non avevo mai scritto nulla, ma avevo qualche idea che mi sembrava buona e che ho deciso di mettere su carta. Dopo aver tentato invano con le grandi case editrici ho inviato il romanzo a Fazi che nel giro di una settimana mi ha contattato per la pubblicazione.

Il romanzo è straordinariamente divertente, uno di quei libri dove ci si sorprende a ridere, pagina dopo pagina. Ti sei divertito a scriverlo quanto i tuoi lettori si divertiranno a leggerlo?

Sì. I primi due libri, Io no e Non so, nonostante qualche spunto ironico, non sono romanzi per così dire comici. Invece Il privilegio di essere un guru è stata una vera e propria sfida perché credo che in questo momento non esista una vera letteratura comica. Esistono comici che scrivono libri, certamente, ma sono per lo più raccolte di sketch, battute che non possiedono un filo conduttore né una trama. Ho deciso di realizzare qualcosa che divertisse il lettore, nel quale non fossero solo le parole dei personaggi a scatenare il sorriso, ma anche le situazioni nelle quali si trovano coinvolti.

Andrea Zanardi, il protagonista, mentre parla del suo rapporto con le donne dice: “le faccio sognare, sono un venditore di sogni e l’unica moneta che accetto per farmi pagare è il sesso. Che male c’è? C’è chi è molto più caro di me”. Ma Zanardi è davvero così maschilista e superficiale?

Sì, nella maniera più assoluta. Ho voluto portare alla luce e prendere in giro un aspetto che tutti noi uomini abbiamo dentro e che una volta o l’altra mostriamo ad almeno una donna. Ma Andrea è soprattutto simpatico, al punto che sono stato contattato da un mio lettore che ha intenzione di fondare il primo “Andrea Zanardi Fan Club” con tanto di presentazione ufficiale e sito internet.

Ancora Zanardi: “non c’è niente da fare, quello che più di tutto spaventa, ma attrae irresistibilmente una donna è leggerne l’animo. Io libero la vera natura della donna che ho nelle mani e la conduco dolcemente verso la scoperta del Sé.” La tecnica di Zanardi, che fa della conquista una ragione di vita è infallibile. Ma le donne, pedine di un gioco a cui non sanno di partecipare, non sembrano fare una gran bella figura…
Mettendo in ridicolo un certo modello di comportamento maschile, ho voluto prendere in giro anche quel tipo di donna che si lascia affascinare e sedurre da un uomo come Zanardi. Ma le mie lettrici donne non si sono arrabbiate, anzi devo dire che ancora una volta le donne mi hanno stupito perché quasi tutte quelle che hanno letto il libro si sono divertite moltissimo, riuscendo a dare il giusto peso all’ironia che tratteggia i personaggi femminili. Alcune lettrici, magari, sono rimaste un po’ deluse dal fatto che, dopo l’esordio con un romanzo come Io no nel quale prevale la profondità del sentimento, io abbia voluto scherzare con il tema dei rapporti uomo-donna.

Eppure qualcosa ad un certo punto tocca il protagonista e da lì ha inizio un cambiamento che non sveliamo, ma che modifica completamente la percezione che Zanardi ha della vita e, di conseguenza, anche dei rapporti con le donne. Un uomo cinico e materialista che si trova a lottare con la propria spiritualità, che vede in faccia la sua nemesi e, fatalmente, reagisce. È una sorta di redenzione o la giusta punizione “morale” per come ha condotto la sua vita fino a quel momento?
Nel suo delirio Andrea vive la sua necessità di conquista come un lavoro a tempo pieno, qualcosa insomma che gli costa fatica. Alla fine, che sia riuscito davvero a elaborare la sua spiritualità oppure no, non ha molta importanza. Lui si sente meglio con se stesso, in qualche modo si è redento ed è questo ciò che conta.

Omeopatia, medicina e filosofie orientali che vanno tanto di moda sono duramente messe alla berlina. Ma il suo sembra più un attacco nei confronti del consumismo che ha chiuso l’Oriente nello stereotipo…
In realtà sono molto interessato ad alcuni aspetti della cultura orientale, per questo motivo prendo in giro l’immagine della “spiritualità a tutti i costi” che ci viene data dal consumismo. Ciò che metto in ridicolo è il carattere superficiale e approssimativo che ci viene trasmesso attraverso l’occidentalizzazione delle idee orientali e non una cultura nel suo complesso.

Il viaggio è in qualche modo un tema ricorrente in tutti i suoi romanzi. Il viaggio come fuga dalla realtà, come alibi per cercare se stessi, per dare un senso alla propria vita. Eppure, prendendo in prestito le parole di uno dei protagonisti di Io no: “il miglior modo di fuggire è restare fermi cercando di capire da chi si fugge”. Anche Andrea Zanardi riesce a giungere a questa stessa consapevolezza?
In questo romanzo non bisogna prendersi troppo sul serio, perché il suo scopo è appunto quello di fare ridere, magari con qualche spunto di riflessione. In qualche modo Andrea Zanardi raggiunge una certa consapevolezza, in fondo la sua capacità di saper leggere le donne deriva da una sensibilità fuori dal comune.

Infine, qual è il privilegio di essere un guru?
Chissà, forse riuscire a conquistare tutte le donne senza fare fatica, come Andrea sognava all’inizio della sua storia, oppure raggiungere davvero l’illuminazione… Sono due aspetti in aperta contraddizione, come del resto contraddittorio è lo stesso Andrea.

Puoi consigliare un libro ai nostri lettori?
Me parlare bello un giornodi David Sedaris, una divertente raccolta di racconti e Il mondo delle cose senza nome di Daniela Rossi, una storia molto bella, toccante che narra il percorso di vita tra una madre, psicologa, e il figlio afflitto da sordità. Insomma, un libro per ridere e uno per riflettere.

 

Lucia Compagnino, IL SECOLO XIX
– 11/06/2004

 

Un infermiere dongiovanni sulla via della redenzione

 

Il quarantenne Andrea Zanardi, infermiere all’ospedale San Martino di Genova e impenitente dongiovanni, ha i suoi territori di caccia preferiti e i suoi sistemi in infallibili. Si aggira per il mercato con la calcolata goffaggine di un single imbranato, abile ad intenerire i cuori delle ingenue casalinghe che sono sempre prodighe di consigli sulla spesa. E’ un entusiasta no global quando si tratta di sedurre una fotografa free lance durante gli scontri del G8 di Genova e un elegantone con cachemirini firmati e rombante Porsche Carrera quando frequenta i raffinati bar del centro. Finchè l’incontro con Maria, fanatica di prodotti macrobiotici biodinamici e seguace di tutte le nuove filosofie new age, lo porterà a vivere le quattro settimane più spirituali di tutta la sua vita.
Arriva oggi in libreria Il privilegio di essere un guru (Fazi, pag. 190, € 15) il nuovo libro dei genovese Lorenzo Licalzi, psicologo e scrittore che con “Io no”, diventato anche film per la regia di Simona Izzo e Ricky Tognazzi, ha firmato nel 2001 un esordio col botto. Seguito poi dall’intenso “Non so”, uscito un anno fa, e da questo romanzo ironico – i cui diritti sono già stati venduti alla Medusa – che con un fuoco di fila di situazioni surreali e dialoghi spumeggianti demolisce con garbo i luoghi comuni del misticismo modaiolo. E, parole del comico Neri Marcorè che ha scritto la presentazione, fa ridere convulsamente dalla prima all’ultima pagina.
Pubblichiamo in anteprima uno stralcio del libro, che l’autore presenterà al pubblico genovese mercoledì prossimo alle 18 alla Fnac insieme alla giornalista Laura Guglielmi, per gentile concessione di Fazi Editore.

 

Stefano Bigazzi, LA REPUBBLICA ED.GENOVA
– 13/06/2004

 

Un Libertino Zen – Manuale scanzonato di sesso metafisico

 

Il 2004 della cultura porta a Genova una curiosa stagione letteraria virata sul sesso. Argomento, questo, che in passato, eccezion fatta per Fabrizio De André, si poteva dire sommerso nel mare delle celebrazioni dell’amore, in cui tutto si sottintendeva e nulla si capiva.
Lorenzo Licalzi, al terzo romanzo (sempre per l’editore Fazi), dopo Io no (da cui un film di Simona Izzo con Ricky Tognazzi) e Non so, con Il Privilegio di essere un guru, che verrà presentato mercoledì al Forum Fnac di via XX Settembre, sceglie il registro più leggero e appronta un manuale di sopravvivenza erotica attraverso le avventure dell’infermiere Andrea Zanardi che dispensa servigi professionali e personali nell’ambito dei reparti di ortopedia del San Martino (ovvio: un braccio rotto non è una malattia né impedisce altri movimenti).
Zanardi è un quarantenne dotato di incredibile versatilità nella conoscenza, fisica e metafisica, delle donne. E’ un viaggiatore genitale fantasioso, cui non basta adescare e consumare, cerca novità, evasione, si potrebbe dire anche perfezione. Madamina, insomma, il catalogo è questo.
Più che Don Giovanni, tuttavia, che sembra lavorare sulla quantità, l’infermiere Andrea si propone come esploratore della qualità. Camaleontico, infingardo, rapace, muta identità secondo la situazione, rimorchia al mercato tanto quanto al cimitero, costruendo su un inespugnabile bastione di menzogne il personaggio. Insomma, un Diabolik (su Porsche, però, senza trucchi e marchingegni offensivi) che studia i colpi e li effettua con cura, salvo poi appropriarsi di qualcosa che non è denaro.
La narrazione, dunque, è un florilegio di consigli per tombeur de femme, di incontri surreali, di mimetismi originali. Un attore, un mattatore, che sbianca e perde la voce mentre al telefono (che ha chiamato di nascosto con il cellulare) finge di aver ricevuto la notizia che la madre o chi ne fa le veci è colpita da infarto ictus eccetera per liberarsi dell’amante di turno. Fino all’incontro con Maria. Maria la salutista, vegetariana, new age, per cui il colesterolofago Zanardi è costretto a convertirsi alla macrobiotica. Tutto per portarsi la Maria a letto o, se si preferisce, vista la situazione, sul tatami.
Nel frattempo crescono accanto al protagonista i comprimari, dal mitico Ditasudicie, che nella vita vende panini imbottiti nel centro storico, al siciliano Saro, pure appartenente alla fauna dei vicoli, e poi Consuelo, casalinga ninfo-zen reincarnazione di una geisha, con il marito Gavino, detto Caprone, che sul balcone di casa (al Biscione) ha allestito un giardino giapponese.
A un certo punto dell’esistenza libertina di Andrea Zanardi (a proposito, il nome è quello del disegnatore Pazienza, il cognome appartiene a uno dei personaggi dello stesso) giunge, come del resto sembra lecito attendersi, una svolta: senza scendere nel dettaglio, l’infermiere, convinto a seguire un corso di Reiki e quindi a effettuare un viaggio in Giappone, a quanto pare conquistato dalla filosofia (o da qualche altra attrattiva meno spirituale) e dalla cultura dell’Oriente in generale, scopre suo malgrado una dimensione nuova e diversa. Qui l’esuberanza si muta in trascendenza, e – con ironia, dispensata per l’intero romanzo, del resto – l’assatanato conquistatore latino diviene finalmente guru. Con adeguato epilogo.

 

 

TOP FLY
– 01/06/2004

 

IL PRIVILEGIO DI ESSERE UN GURU, LE AVVENTURE SENTIMENTALI DI ANDREA

 

Andrea Zanardi è un presuntuoso dongiovanni che impiega tutte le energie e ogni minuto libero dal lavoro di infermiere per conquistare più donne possibili. Ha collaudato vari metodi. Si aggira, ad esempio, per il mercato con la calcolata goffagine di un single imbranato, abile a intenerire i cuori di floride casalinghe prodighe di consigli sulla spesa; oppure è un entusiasta no global quando si tratta di sedurre una fotografa free lance durante gli scontri dei G8 di Genova. L’impresa più ardua di Andrea inizia il giorno in cui incontra Maria, fanatica di prodotti biodinamici e cultrice di filosofie orientali: dovrà abbracciare alberi zeppi di resina per far sentire loro il suo amore e partecipare a una tre-giorni meditativa con un guru.

Le vele. Fazi editore 170 p. C 14,50

 

Simonetta Bitasi, WWW.MANTOVA.COM
– 25/06/2004

 

Lorenzo Licalzi, Il privilegio di essere un guru

 

La prima cosa che mi viene in mente di dire su questo libro è: troppo divertente! Ogni tanto i risvolti di copertina non mentono e devo dire che Licalzi è una piacevole sorpresa. Il privilegio di essere un guru è una lettura avvincente, ironico, ma non stupido e il protagonista è un bastardo troppo simpatico. Andrea Zanardi, infatti, di professione casanova, vive per conquistare le donne, ma con un impegno e un fine così spudorato che anche le donne si divertiranno a leggere delle sue avventure e in particolare di quella con la new age Maria. Andrea infatti non lascia nulla al caso e si prepara minuziosamente alle sue imprese; e noi, che assistiamo alla sua momentanea trasformazione da concreto, essenziale maschio italiano a etereo santone orientale, non possiamo che ridere per tutto il libro. Da leggere anche in compagnia per commentare modi e riti del corteggiamento.

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Il privilegio di essere un guru
Collana:
Numero Collana:
29
Pagine:
190
Codice isbn:
9788881125289
Prezzo in libreria:
€ 15,00
Data Pubblicazione:
10-06-2004

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