Cesarina Vighy

L’ultima estate

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PREMIO CAMPIELLO – OPERA PRIMA – 2009
FINALISTA PREMIO STREGA 2009
Premio Cesare de Lollis 2009

Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l’equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della “bambina più amata del mondo”, l’infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi Roma becera e vitale, l’esperienza della psicanalisi, l’avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l’irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia della sua vita scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, questo romanzo d’esordio scritto a settant’anni affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che l’autrice è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo. C’è una Gatta fedele, indulgente, comprensiva. C’è una esistenza verso cui – Zeta non lo direbbe mai e certamente si rifiuta perfino di pensarlo – si può nutrire un orgoglio felice. Segnata com’era, ora finalmente appare bella. E piena di sogni, ricordi, fantasmi, di intelligenza. Non degenera: può sfidare il peso dei rimorsi del passato e l’orrore dei sintomi di oggi, ironicamente e fieramente: «Dicono che si nasca incendiari e si muoia pompieri. A me è successo il contrario: brucerei tutto, adesso». Lo fa in questo libro singolare: piccolo auto da fé e magnifico inno alla vita che era ed è.
Marino Sinibaldi

Cesarina Vighy, nata a Venezia ma romana d’adozione, già settantatreenne e gravemente malata di SLA, ha esordito nel 2009 con L’ultima estate, vincitore del Premio Campiello Opera Prima e finalista al Premio Strega. È morta il 1 maggio 2010, due giorni dopo la pubblicazione di Scendo. Buon proseguimento, un addio sotto forma di mail realmente inviate a familiari e amici. Il sito web: http://www.cesarinavighy.it/

«Un libro che durerà».
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 Ore

«Una sapienza nel raccontare il gusto della vita che autori più spirituali non troveranno mai…».
Daria Bignardi, Vanity Fair

«Un libro irripetibile».
Alessandro Zaccuri, Avvenire

«Un addio alla vita con umorismo».
Daria Galateria, la Repubblica

«Non perdete questo libro».
Maria Grazia Ligato, Io Donna-Corriere della Sera

«Centonovanta pagine di grande talento: bellissimo!».
Antonella Trentin, Donna Moderna

«Uno straordinario libro confessione».
Francesco Mannoni, La Gazzetta di Parma

«Il libro che ha coinvolto e convinto tutti i giurati del Campiello».
Sergio Frigo, Il Gazzettino

«Romanzo singolarissimo, originale, elegante, arguto, drammatico e insieme spiritoso».
Pier Mario Fasanotti, Liberal

«Romanzo perfetto…. Raramente un romanzo d’esordio ha avuto la compiutezza stilistica e strutturale che caratterizzano L’ultima estate».
Guido Caserza, Il Mattino

«Un’analisi lieve della vita, una confessione senza pudore che diventa divertente…utile per ridimensionare le proprie angosce».
Andrea Vitali

«Un libro vero».
Fulvio Panzeri, La Provincia di Lecco

L’ultima estate - RASSEGNA STAMPA

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
L’ultima estate
Collana:
Numero Collana:
154
Pagine:
190
Codice isbn:
9788864110127
Prezzo in libreria:
€ 18,00
Codice isbn Epub:
9788864113234
Prezzo E-Book:
€ 4.99
Data Pubblicazione:
23-04-2009

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