Federica De Paolis

Via di qui

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Ci ho messo del tempo a capire che la casa di cui mi liberavo in fretta, con foga, era solo un involucro.
Ci ho messo tempo a capire che mia madre è stata la mia casa. È là che sono nata. E questa casa non esiste più.

Un ideale viaggio attraverso le vie e gli angoli di Roma, un itinerario in undici tappe, undici racconti che sono altrettanti snodi dell’anima. Perché a ogni civico, a ogni incrocio, a ogni casa che fa da sfondo alle storie raccontate in questo libro corrisponde una svolta cruciale nell’esistenza dei personaggi, una fermata e una ripartenza di vite e sentimenti, una tana dove si nascondono disordine e follia, o si ristabilisce la quiete. C’è una casa per due amanti clandestini. Una casa da vendere per una figlia a cui è appena morta la madre, la casa di un delitto intorno alla quale un ispettore di polizia si aggira furiosamente in cerca di risposte, e quella di un pugile solo e sconfitto dalla vita che ogni sera, alla stessa ora, spia la ragazzina della finestra di fronte. E ancora, la fine di un amore alle prime luci dell’alba, un corso per orgasmi tenuto da una stravagante cinese, il risveglio dopo la prima notte con uno sconosciuto e una vecchia signora alla ricerca di un luogo in cui conservare i suoi ricordi impolverati. Ogni volta qualcosa – un mistero, un incontro, un lutto – lascia traccia di sé trasformando i profili di queste case, i colori dei portoni, i percorsi lastricati delle strade.
Alla sua seconda opera, Federica De Paolis mette in scena una topografia di Roma che diventa mappa di emozioni, un’esplorazione dei luoghi e del mistero delle anime che ci vivono e sognano di andare via.

VIA DI QUI – RECENSIONI

 

Federica De Paolis, LA REPUBBLICA – ED. ROMA
– 09/11/2008

 

Cecilia

 

 

 

CARTA
– 04/09/2008

 

Federica De Paolis

 

 

 

Simona Mastrangelo, TRIBÙ
– 10/06/2008

 

Via di qui

 

 

 

Stefano Clerici, LA REPUBBLICA
– 29/05/2008

 

Vite private scrutate allo spioncino, storie di sesso, solitudine e boxe

 

 

 

Federica De Paolis, LA REPUBBLICA – ED. ROMA
– 21/05/2008

 

La città fuori le mura

 

 

 

Marco Lodoli, LA REPUBBLICA – ED. ROMA
– 11/05/2008

 

11 portoni per 11 racconti

 

 

 

Massimiliano Panarari, IL VENERDÌ DI REPUBBLICA
– 25/04/2008

 

Undici vite in undici case

 

 

 

LA NUOVA FERRARA
– 21/04/2008

 

Emozioni dietro la porta

 

 

 

Anna Folli, FLAIR
– 01/05/2008

 

Attrici non protagoniste

 

 

 

Alessandra Amitrano, CORRIERE DELLA SERA – ROMA
– 14/04/2008

 

Le madri tristi della capitale

 

 

 

IL MESSAGGERO
– 14/04/2008

 

Gli appuntamenti

 

 

 

ROMAC’È
– 15/04/2008

 

Via di qui

 

 

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
– 06/04/2008

 

Per una Roma segreta

 

 

 

Paolo Di Paolo, L’UNITÀ
– 31/03/2008

 

I nuovi racconti romani

 

 

 

Marina Nasi, MADE 05 MAGAZINE
– 31/03/2008

 

Geografia umana

 

 

 

Paola Di Marco, ROCKSTAR
– 01/03/2008

 

Via di qui

 

 

 

Benedetta Ferrucci, MANGIALIBRI.COM
– 26/03/2008

 

Intervista a Federica De Paolis

 

Mangialibri.com

 

Intervista a Federica De Paolis

 

altCome è nata l’idea di fare degli indirizzi, e quindi delle case, il punto di partenza di ogni racconto del tuo Via di qui?
L’idea è nata da un singolo racconto, l’ultimo per la precisione. Da qui l’ipotesi di fare un libro di racconti che avessero tutti lo stesso soggetto: la casa. Ci ho tenuto a mettere le foto dei portoni davanti a ogni storia. I portoni sono come i ritratti delle persone che vivono quell’indirizzo, raccontano i protagonisti.
Dalla descrizione di alcune delle case dei tuoi racconti sembra che quei luoghi siano a te molto familiari. Hai realmente vissuto in una o più delle case che descrivi?
L’ultimo racconto è autobiografico. Poi sono stata in un’altra casa che viene descritta, ma la storia che si svolge dietro al “mio portone” non è quella reale. Sono stata di fronte a tutte le case, questo sì. Ho cercato di immaginare chi poteva abitarle. Gli spazi narrativi sono come sono i personaggi, li conosci tutti benissimo, vivono nella tua testa.
Il tuo esordio è stato con il romanzo “Lasciami andare”, edito sempre da Fazi. Seconda prova narrativa, dei racconti. C’è una delle due forme narrative che senti più affine al tuo stile?
E’ più avvincente scrivere un romanzo, anche perché paradossalmente ha delle “regole” meno rigide. Ti permette più libertà e ovviamente più approfondimento. Un racconto deve essere sostenuto da un’idea forte, deve catturare il lettore all’istante, raccontargli un mondo in poche pagine. Se ti dovessi fare un esempio ti direi che un racconto è come una piccola stanza che deve contenere tutto ed essere accogliente o respingente, e ci vuole molta coerenza, paradossalmente poca fantasia. In una grande casa ovviamente hai più spazio, puoi arredare diversamente le stanze, muoverti con più liberta, e puoi anche decidere di non aprire mai delle porte.
Sia i protagonisti del tuo primo romanzo che quelli dei racconti presentano una dimensione interiore molto forte e talvolta tormentata. Quanto del tuo stato d’animo influisce sulla scelta dei tuoi personaggi?
Quanto del mio stato d’animo… Non è tanto un fatto di stato d’animo, perché puoi scrivere delle cose divertenti, aperte, anche se stai soffrendo o il contrario. Il punto è che ognuno di noi ha “un fondo” che viene su, a galla. Per quanto ci si possa immaginare di essere una bambina, un pugile ossessionato, un vecchio, un gay, per quanto si possa andare lontano dalla nostra realtà, c’è una voce interiore che non si “controlla” che si ostina a parlare di certi argomenti, come se fosse un’urgenza. Via di qui, è un libro molto pensato. Sono stata attenta a usare registri diversi, il dialogo puro come la terza persona, il passato prossimo, due voci invece che una. Sono stata attenta a occuparmi dei proletari come dei borghesi. Tutto molto ragionato. E non mi sono accorta che tutti questi personaggi soffrono di solitudine. Vivono in una dimensione di isolamento interiore forzato.
Nelle note biografiche leggiamo che sei dialoghista cinematrografica e insegni sceneggiatura. Quanto questa “formazione” cinematografica influenza la tua scrittura? Mi viene ad esempio da chiederti se “vedi” le scene prima di descriverle…
Questo è interessante. Si, è vero ho una formazione cinematografica molto forte, ma non è una mia ambizione. Mi piace insegnare sceneggiatura da un punto di vista tecnico, ma non ambisco a scriverla. Mi interessa la letteratura perché non si nutre di pure immagini, ma di pensieri. Detto questo mentre scrivo vedo tutto. Non prima, ma durante. E la mia scrittura si nutre di immagini, senza’altro. Come i dialoghi. Il segreto di un buon dialogo, è sporcare, ripetersi, non usare i sinonimi. Questo il cinema te lo insegna subito. Quindi sì, alla fine direi che il mio mestiere mi ha sicuramente aiutata. Ma sono due mondi distinti e vorrei riuscire “a vivere” solo di letteratura. [benedetta ferrucci]

 

Valentina Pasquali, CTS NEWS
– 01/03/2008

 

Grandi città, piccole storie

 

 

 

Antonella Fiori, D DI REPUBBLICA
– 15/03/2008

 

Dodici case del cuore

 

 

 

Claudia Rocco, IL MESSAGGERO
– 17/03/2008

 

Quanta indifferenza nella “bella Roma”

 

 

 

Dario Pappalardo, LA REPUBBLICA
– 08/03/2008

 

Narrazioni italiane

 

 

 

Barbara Romagnoli, LIBERAZIONE
– 09/03/2008

 

Via di qui – Federica De Paolis

 

 

 

METRO MILANO
– 06/03/2008

 

I muri parlano

 

 

 

Paola Jacobbi, VANITY FAIR
– 12/03/2008

 

Una voyeur in giro per Roma

 

 

 

Benedetta Perilli, DNEWS
– 03/03/2008

 

Undici destini che si snodano per le vie di Roma

 

 

 

Manuela Grassi, PANORAMA
– 06/03/2008

 

Topografia dell’anima

 

 

 

Mario Santagostini, IL GIORNALE
– 24/02/2008

 

Le case in cui abita l’inquietudine

 

 

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Via di qui
Collana:
Numero Collana:
67
Pagine:
223
Codice isbn:
9788881129072
Prezzo in libreria:
€ 15,00
Codice isbn Epub:
9788876256240
Prezzo E-Book:
€ 4.99
Data Pubblicazione:
29-02-2008

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«Camminerà sotto questa luce di novembre. Aprirà la kriptonite del motorino. I fari dei lampioni illumineranno la sua strada. Attraverserà le stanze di Roma, per tornare alla sua. Aprirà la porta mentre fuori è ancora pioggia, poserà le chiavi in un cestino. Sempre quello. Sguainerà il..
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