«La ragazza con la macchina da scrivere»: un’esperienza sensoriale

21-02-2020  •   Il blog di Stoner
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macchina da scrivere

In occasione dell’uscita di La ragazza con la macchina da scrivere Carlotta Casolaro ci racconta le sue impressioni sul nuovo romanzo di Desy Icardi.

 

Dopo aver lavorato come dattilografa per tutta la vita, in compagnia della sua fedele macchina da scrivere, negli anni Novanta l’anziana Dalia perde la memoria a causa di un ictus. Nonostante i suoi ricordi siano apparentemente sopiti, c’è solo una sensazione che può aiutarla a ripercorrere a ritroso ogni esperienza vissuta, ogni scelta presa: il contatto dei polpastrelli con i tasti della sua Olivetti rossa.

Dopo L’annusatrice di libri, Desy Icardi torna con La ragazza con la macchina da scrivere, che racconta di una donna che, proprio verso la fine della sua vita, si ritrova improvvisamente catapultata di nuovo all’inizio: i ricordi sono vaghi, aleatori, sospesi in un oblio di sensazioni confuse appena dopo l’ictus. Tuttavia, Dalia può contare sulla memoria tattile delle sue dita che, delicate e affamate di ricordi, sfiorano la macchina da scrivere che, di lei, ha raccolto amori, dolori, espedienti per sopravvivere durante gli anni di guerra. Dalia sa di essere fortunata a poter contare sulla sua “amica”, anche se la vita non ha smesso di metterla alla prova: c’è un ricordo, forse il più significativo, che è ancora lì addormentato, in bilico tra la testa e il cuore, in attesa di essere riportato alla luce.

Ed è a partire da questo ostacolo, che l’inesorabile scorrere del tempo sembra rallentare, in preda al ritmo frenetico di una storia bramosa di essere raccontata da una memoria birichina. Leggere le parole di Desy Icardi è come scegliere di vivere un’esperienza sensoriale che risveglia ogni istinto sopito in un connubio di consapevolezze: l’autrice, attraverso uno stile scorrevole e instancabilmente onesto, dipinge l’immagine di una donna capace di superare tutto con il solo ausilio della sua forza di volontà e della sua Olivetti rossa. In un periodo così delicato della nostra storia per l’integrazione femminile, la Icardi non manca di scoprire le carte, dando un ruolo centrale alla donna e al suo rapporto con il mondo, visto con gli occhi di chi ha conosciuto le barbarie della guerra e la gentilezza dell’arte della scrittura.

Un romanzo che mette in mostra il fatto che una donna possa essere vittima e carnefice del dolore o promotrice della propria felicità, rimanendo sempre a testa alta nonostante gli impedimenti sul proprio percorso. Dalia è una donna affamata di vita, desiderosa di viverla, instancabile nel volerla spogliare delle sue più intime e fascinose nudità. Il romanzo è un vero e proprio inno all’amore inteso in tutte le sue forme: non solo quello verso un altro essere umano, ma anche quello per la scrittura, la lettura, il viaggio. Le pagine sembrano vibrare sotto il peso dei sentimenti e, di questo coinvolgimento per ogni boccone di memoria, Dalia stessa non ne fa mistero.

L’aria che si respira nella storia è tonda e profumata, capace di trasportare il lettore in un mondo in bilico tra fantasia e realtà, presente e passato. E, se tutto questo ancora non bastasse, nella narrazione subentra una linearità stilistica che comporta accurate descrizioni e personaggi originali in quanto totalmente fuori dagli schemi. Si può scorgere, immergendosi nella “ragazza con la macchina da scrivere”, una nota di aromatica ironia che rinfresca e snellisce il taglio “drammatico” dei momenti di suspence, regalandoci la certezza che, qualunque siano le situazioni in cui ci ritroviamo catapultati per scelta o per errore, la vita non smette mai di sorprenderci. Non c’è gioia dalla quale non si possa precipitare o dolore dal quale non ci si possa rialzare, se solo “volere è potere”.

 

Carlotta Casolaro