«L’annusatrice di libri»: a spasso con Adelina per le vie di Torino – Prima parte

26-07-2019  •   Il blog di Stoner
A A A
Torino

Torino è una città magica, lo si sente ripetere spesso in riferimento ai simboli esoterici, alchemici e massonici sparsi per le sue vie e piazze; nonché per le storie di fantasmi e per le leggendarie grotte alchemiche che si celerebbero nel suo sottosuolo. A mio avviso Torino è portatrice di una magia ben più potente e dirompente di quella alchemica o esoterica: il più grande potere magico della città è il tempo.

A Torino il tempo fa ovviamente il suo naturale corso slanciandosi verso il futuro, ma basta guardarsi intorno con più attenzione, fermarsi ad annusare l’odore di caffè delle piccole torrefazioni del centro, o il profumo di cacao delle antiche cioccolaterie, per capire che in questa città il passato è ancora tangibile e possibile.

Nel mio romanzo, L’annusatrice di libri, due donne, Adelina e Amalia, giunte dalla campagna approdano a Torino in epoche storiche differenti: Amalia si trasferisce a Torino nel 1934 per diventare modista e – volesse il cielo! – per trovare marito nonostante la veneranda età di venticinque anni e il piccolo scandalo suscitato in paese dalla sua presunta relazione con un compaesano; Adelina giunge a Torino nel 1957, inviata dal padre che vuole farla istruire in una scuola “per signorine bene” e, soprattutto, desidera metterla al riparo da eventuali corteggiatori intenzionati a sedurla per mettere le mani sul piccolo patrimonio famigliare.

Le vicende di Amalia e Adelina scorrono e si intersecano per le vie di Torino, indugiando in luoghi talora esistenti, talora scomparsi, e conducendo il lettore in una sorta di passeggiata “spazio-temporale” per le vie della città.

In occasione dello scorso Salone del Libro di Torino, spinta dall’entusiasmo di molti lettori desiderosi di conoscere i luoghi nei quali si sono mosse Adelina e Amalia, col supporto e l’entusiasmo di Fazi Editore, ho organizzato una passeggiata letteraria per le vie del centro storico, sulle tracce de L’annusatrice di libri.

Prima tappa: la fontana Angelica

Piazza Solferino, palazzi signorili caratterizzati da un’elegante compostezza che, tuttavia, dissimula gli arcani simboli – taluni massonici, tal altri addirittura alchemici – dei quali sono costellate le facciate. Qui ha preso il via la passeggiata letteraria dedicata al romanzo L’annusatrice di libri. Siamo a Torino nel 1957 e la quattordicenne Adelina perde misteriosamente la capacità di lettura ma, altrettanto inspiegabilmente, acquisisce la facoltà di leggere con l’olfatto.

La giovane ha appena fatto visita all’amica Luisella, figlia del facoltoso notaio Vergnano. A casa dei Vergnano, nella loro fornitissima biblioteca, Adelina ha appena fatto un’incredibile scoperta: è in grado di leggere con l’olfatto.

Tornando a casa, confusa e frastornata dalla strana scoperta, Adelina passa accanto alla fontana Angelica, un’opera dalla storia misteriosa e controversa che mostra sul davanti l’opulenza dei modelli classici, mentre sul retro cela messaggi oscuri; un po’ come la famiglia Vergnano che dietro a una facciata di irreprensibile rispettabilità, nasconde inquietanti segreti.

Seconda tappa: i giardini Lamarmora

Ripercorrendo il cammino di Adelina, i lettori si sono ritrovati ai giardini Lamarmora dove, su una delle tante panchine, la ragazza compie i suoi primi esperimenti di lettura olfattiva.

Si sedette su una panchina dei giardini Lamarmora, prese il volume in pelle dalla cartella e se lo poggiò sulle gambe. Il testo era intervallato da antiquate illustrazioni in bianco e nero, che poco attraevano la sua giovane fantasia. La ragazza cercò di mettere insieme alcune sillabe, ma il carattere in stile antico delle lettere rendeva la loro decodifica ancora più complicata di quanto non lo fosse di consueto. Guardò a destra e sinistra, in quel momento non c’era nessuno, salvo una coppietta ai margini del giardino; avendo quei due di meglio da fare che osservarla, senza esitare sollevò il pesante libro sui palmi delle mani e se lo portò all’altezza del viso. Per un istante le parve che non stesse accadendo nulla, la qual cosa la rattristò e la rincuorò allo stesso tempo, poi percepì un odore acre, sgradevole, un lezzo che aveva già sentito, ma non ricordava dove. La macelleria del signor Bosco! Il libro odorava di sangue e risuonava dello sferragliare di spade e armature. Un intenso e inebriante profumo di gelsomino annunciò una donna, una bellissima creatura in abiti orientali. Adelina inspirò profondamente, una lieve fitta alla testa per un attimo dissolse ogni forma, poi le immagini riaffiorarono e poté di nuovo vedere la dama orientale che sprigionava un’insolita fragranza, un misto di perfidia, seduzione e inganno. Turbata, allontanò da sé il volume, ma non riuscì a resistere e vi ricacciò il naso.

Per ora fermiamoci qui, lasciando Adelina all’ombra dei Ginko Biloba dei giardini Lamarmora, a impratichirsi con il suo straordinario dono. Continueremo la passeggiata in un altro articolo, e spero che avrete la bontà di farmi ancora compagnia.

Desy Icardi

 TAPPE DEL TOUR LETTERARIO

  1. Piazza solferino – fontana Angelica
  2. Giardini Lamarmora
  3. Via Botero – Banco dei pegni
  4. Via Garibaldi – Libreria Paravia
  5. Via Garibaldi – Chiesa di San Dalmazzo
  6. Via Corte D’Appello – la scuola (inesistente) di Adelina
  7. Piazza Savoia – la farmacia Ferrero
  8. Via del Carmine – la casa di Amalia e dell’avvocato Ferro
  9. Piazza Arbarello – la nuova libreria Paravia