Recensione dell’Economist a «Elmet» di Fiona Mozley

09-10-2018  •   Il blog di Stoner
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Abbiamo tradotto per voi la recensione dell’Economist a Elmet, il romanzo d’esordio di Fiona Mozley finalista al Man Booker Prize.

 

«Io, Papà e Cathy abitavamo in una casetta che lui stesso aveva costruito con materiali ricavati dalla terra dei dintorni.» Da questa apparentemente semplice premessa, Fiona Mozley sviluppa una oscura e delicata fiaba ambientata nell’Inghilterra di oggi, che ha portato Elmet, il romanzo d’esordio della giovane scrittrice, tra i finalisti del Man Booker Prize di quest’anno.

Il titolo deriva dal regno celtico che un tempo copriva lo Yorkshire, dove antiche foreste proteggevano leggendari omini verdi e un certo “Robyn Hode”. Secondo Ms Mozley, tracce di quella civiltà basata su denti e artigli esistono ancora oggi, nella costante vessazione verso i più deboli in luoghi abbandonati dalla legge. Il suo romanzo racconta di una strana famiglia che vive abusivamente, in conflitto con il proprietario terriero, in un bosco isolato il quale, come le tristi cittadine nei dintorni, non può essere visto dai passeggeri che sfrecciano sul treno Londra-Edimburgo.

Narrato con una precisione quasi fanatica da Daniel, il figlio quattordicenne, il libro trascina i lettori dentro lo «strano, altro mondo silvestre» di questa famiglia ai margini della società. “Papà” si è ritirato nel bosco insieme ai suoi due figli cresciuti senza una madre e un’educazione, quasi selvaggi. Un “gigante barbuto” con un passato da scagnozzo per il proprietario terriero, Papà è una figura imponente, un Robin Hood dai pugni enormi. Combatte contro altri uomini per soldi in luoghi nascosti e selvaggi frequentati da viaggiatori e altri disperati.

Ogni dettaglio attentamente scelto pone luce sui temi della violenza e dello sfruttamento. Eppure l’effetto non è tetro, perché Elmet è meraviglioso. Ms Mozley scrive con chiarezza e consapevolezza, e le sue descrizioni del mondo naturale e dei rapporti umani sono precise e profonde. Accanto alla dilagante brutalità ci sono innocenza, intimità e amore. “E, dopotutto, era per questo che Papà ci aveva portati lì”, dice Daniel, “Voleva tenerci separati, per conto nostro, isolati dal mondo”.

Purtroppo, il mondo non li lascerà in pace. Con pochissimi passi falsi, questo romanzo compiuto cresce fino alla devastante conclusione. Come un’altra grande opera su una famiglia ai margini, «Le cure domestiche», il romanzo d’esordio del 1980 di Marylinne Robinson, Elmet è un’esplosione silenziosa, squisito e indimenticabile. A 29 anni, Ms Mozley è solo all’inizio.