Gianni Vattimo


Gian Teresio (Gianni) Vattimo è un filosofo tra i più complessi e dibattuti dello scenario culturale europeo contemporaneo. Nasce a Torino nel 1936. Il padre, un poliziotto calabrese immigrato, muore di polmonite quando lui ha solo un anno e mezzo. Gianni porta avanti i suoi studi a Torino, frequenta il Liceo Gioberti, quindi la facoltà di Filosofia. Allievo di Pareyson, si laurea nel '59 per poi specializzarsi a Heidelberg dove frequenta i corsi di Hans Georg Gadamer e Karl Loewith. Negli anni '50 lavora ai programmi culturali della Rai di Bernabei. Nel 1964 comincia ad insegnare filosofia all'università di Torino. Ben presto si farà conoscere come uno dei teorici più influenti di quello che viene definito il pensiero debole, ossia quella posizione filosofica che legando l'ontologia ermeneutica al nichilismo esclude ogni possibilità, da parte del pensiero, di affermare o raggiungere una qualsiasi verità stabile e definitiva: Vattimo è convinto della necessità di fornire alla filosofia un nuovo senso; di individuare una nuova strada per il pensiero che porti al riconoscimento della verità come pluralità di senso della realtà; in parole povere, non esiste una verità assoluta ma una pluralità di verità relative. Quello contro cui Vattimo si batte è il pensiero unico che impone un sistema di dominio sull'uomo contrapposto alla valorizzazione del “senso della differenza” che ne esalta invece la poliedricità e la irrisolvibile complessità. La vicenda  intellettuale di Vattimo si accompagna dunque negli anni ad un intenso impegno politico. Non poteva essere altrimenti. Come effetto principale il pensiero debole pone ogni aspetto della realtà sullo stesso piano, per cui si auspica, a livello socio-politico, il riconoscimento delle diversità quale aspetto proprio del progresso civile. Vattimo si batte per il rinnovamento della società in senso pluralista e libertario (e, si potrebbe dire, postmoderno) pur non disdegnando l'accoglienza di quei valori storici propri della cattolicità tradizionale sintetizzandoli in contrapposizione alle distinzioni etiche intransigenti e dogmatiche. Ecco perché il riconoscimento delle istanze delle minoranze, siano esse quelle razziali, culturali, omosessuali, ha rappresentato il centro unificante dell'azione politica di Vattimo, che ha militato tra le fila dei radicali prima, poi in Alleanza per Torino, successivamente nei DS, per i quali è stato parlamentare europeo, e poi nel Partito dei Comunisti Italiani. Dal 1969 Vattimo insegna all'università di Torino dove è ordinario di filosofia teoretica. È editorialista per «La Stampa», «La Repubblica» e «L'Espresso». Membro di comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere, ha ricevuto numerose lauree honoris causa dalle università di La Plata, Palermo, Madrid e dall’'Universidad Nacional Mayor de San Marcos.

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