Karel Glastra Van Loon

Il respiro di Lisa

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Traduzione di Claudia Di Palermo

La misteriosa scomparsa della giovanissima Lisa durante una vacanza in Francia unisce i tre protagonisti di questo romanzo: per Talm, il fidanzato, è stata il primo amore; per la madre Sophie l’unica figlia e per Sebastiaan, il patrigno, la persona il cui ricordo non smetterà mai di tormentarlo. Tutti e tre devono imparare a convivere con i dubbi e le domande a cui non riescono a dare una risposta e finiscono per isolarsi ognuno nel proprio dolore. Talm, però, non riesce a rassegnarsi alla perdita della ragazza e, dopo sette anni, decide di parlare con Sophie, che non ha mai conosciuto, per cercare di mettere insieme i pezzi della vita di Lisa e arrivare a capire i motivi della sua misteriosa scomparsa. Ossessionato dai dubbi, Talm cerca a tutti costi di andare in fondo alla vicenda: va in Francia, convinto di poter ritrovare la fidanzata, ma senza successo. Ben presto, poi, viene a sapere che il patrigno di Lisa, Sebastiaan, dopo la scomparsa della figliastra, ha cominciato a vivere come un barbone, e decide di seguirlo nei suoi vagabondaggi per capire se è a conoscenza di qualcosa che possa aiutarlo a far luce sulla vicenda. Come nel suo precedente romanzo, Il frutto della passione, un bestseller internazionale, anche qui Van Loon gioca brillantemente con le paure più nascoste dell’uomo costringendo il lettore – complice una trama infallibile che sa seminare gli indizi nei punti giusti – a seguirlo laddove il suo istinto grida di non andare.

IL RESPIRO DI LISA – RECENSIONI

 

Marta Cervino, MARIE CLAIRE
– 01/12/2005

 

Il respiro di Lisa

 

Lisa è bellissima, ha 17 anni, un segreto e un modo di camminare che in alcuni giorni “prende le distanze dal mondo”. Sparisce durante una vacanza in Francia e si lascia dietro tre esistenze interrotte: quella della madre, Sophie, che si ritrova sola a fare i conti con una vita di amori sbagliati; quella di Talm (il fidanzato), che sette anni dopo ancora non smette di cercarla. E quella di Sebastian, il patrigno per cui la ragazza era amante e ossessione. Il “respiro” di Lisa è un respiro che avvolge. Un ricordo ingombrante che invade presente e passato e spinge a scoprire che cosa accadde davvero quell’estate: un mistero di amore e di morte che non sarà mai del tutto chiarito. Van Loon non consola, non risolve, e soprattutto non dà risposte. Ci prende per mano e spalanca la porta sul dubbio. Perché stavolta non si cerca la verità, ma un colpevole da sacrificare. Forse l’unico modo per ricominciare a vivere.

 

Nicoletta Sipos, CHI
– 30/11/2005

 

Il respiro di Lisa

 

Karel Glastra van Loon, scrittore olandese scomparso a soli 42 anni nel luglio 2005, è destinato a essere ricordato per l’intensità della sua scrittura e il forte impegno civile. Caratteristiche che si avvertono in questo bel romanzo in cui racconta la storia di Lisa, un’adolescente scomparsa in circostanze misteriose. Il fidanzato vuole scoprire cos’è successo per davvero. Per sconfiggere i fantasmi di un doloroso passato.

 

GRAZIA
– 13/12/2005

 

Il respiro di Lisa, Karel Glastra van Loon

 

La scomparsa di Lisa, durante una vacanza di Francia con la famiglia, lascia un’impronta indelebile sul fidanzato Talm. Che, dopo sette anni di silenzio, decide di mettere insieme i pezzi del giallo. E scoprire che cosa è successo alla prima ragazza che gli ha fatto battere il cuore.

 

GIRLFRIEND
– 01/12/2005

 

Il respiro di Lisa

 

Lisa sparisce durante una vacanza in Francia. I tre protagonisti di questi romanzo sono legati dal rapporto con lei: Talm la amava, Sophie è sua madre e Sebastiaan è ossessionato dal suo ricordo.

 

Benedetta Marietti, D – LA REPUBBLICA DELLE DONNE
– 21/01/2006

 

Misteri metafisici

 

Un uomo di nome Jack si ferma a una stazione di servizio per comprarsi da mangiare, ma al suo ritorno la moglie Anne e la macchina sono scomparsi. Il protagonista, dopo aver trovato a casa una misteriosa mappa dell’America, si mette sulle tracce di Anne, in un itinerario che lo porta da New York a San Diego. Una premessa che ricorda il libro Il respiro di Lisa di Karel Glastra van Loon (Fazi) o il film Frantic di Roman Polanski, in cui i protagonisti inseguono la loro donna che sembra svanita nel nulla.
Ma American Purgatorio, romanzo d’esordio di John Haskell (collaboratore di “Granta” e “The Paris Review”, e autore di una raccolta di racconti intitolata Non sono Jackson Pollock, Bookever 2004), non è una detective story e nemmeno un libro on the road, ma una sorta di mistery metafisico-esistenziale. Perché quello di Jack è soprattutto un percorso spirituale all’interno della propria mente. Ispirato al viaggio di Dante in Purgatorio e diviso in sette capitoli, che sono i sette peccati capitali, il romanzo di Haskell può però essere letto anche come un’allegoria dell’America post 11 settembre, e più in generale come la vana ricerca di un significato nell’esistenza di ogni uomo.
Com’è nato il romanzo?
“Lo spunto è stato un film di Claude Chabrol (Ucciderò un uomodel 1970, ndr), in particolare la scena in cui un ragazzo, tornando a casa col padre, viene ucciso da un pirata della strada. Ma nasce anche dal ricordo di quando da giovane facevo l’autostop attraverso gli Stati Uniti, da Chicago fino in California”.
Come mai il Purgatorio?
“la storia raccontata da Dante è mitica, e a me interessa sia creare nuovi liti sia interpretare quelli antichi. Ma c’è un altro motivo. Una volta ero su un autobus nel Midwest e un ragazzo si mise a fumare marijuana. L’autista fermò il mezzo e si rifiutò di proseguire finché il colpevole nn fosse sceso. Nessuno parlò. Io ero molto giovane e stavo leggendo il Purgatorio. Dissi che ero stato io, scesi dall’autobus e capitai a una festa in una città dell’Iowa”.
Chi è veramente Jack e cosa sta cercando, oltre sua moglie?
“Jack è alla ricerca della vita. È facile dire che tutti dobbiamo morire ma lui, che si trova di fronte alla sua stessa morte, vuol trovare il modo per raggiungere la pace sia rispetto a se stesso e al mondo. La sua vita è sconvolta perché ne sta vivendo il lato più estremo, vale a dire la morte”.

Lei è credente?
“Sì, anche se poi non so in che cosa effettivamente credo”.

 

RAGAZZA MODERNA
– 01/12/2005

 

Il respiro di Lisa

 

Tre personaggi, chiusi ognuno nel proprio dolore per la scomparsa improvvisa di Lisa, cercano di imparare a convivere con dubbi e domande sul perché della tragedia. Talm, il fidanzato di Lisa, pronto a tutto pur di andare a fondo, scoprirà dure e inquietanti verità sulla faccenda. Un romanzo dalla trama narrativa intrigante dove Van Loon conferma tutto il suo talento portando il lettore dove il suo istinto non andrebbe mai.

 

Marilia Piccone, WWW.CAFELETTERARIO.IT
– 18/01/2006

 

Il respiro di Lisa

 

“E, mentre Lisa lo teneva prigioniero in quel modo, d’un tratto Talm si rese conto che stava succedendo di nuovo e come al solito lui non era in grado di evitarlo. Se ne accorse guardandola negli occhi, lo sentì dai muscoli sotto la pelle: si stava isolando, stava costruendo un muro che li separava dal mondo esterno.”
Fa sempre una certa impressione, leggere il libro di uno scrittore che non ha fatto a tempo a vedere la sua opera pubblicata, è come il sentimento che si prova quando nasce un figlio postumo, il rimpianto per chi non c’è più, il sapere che non è presente per gustare la gioia del momento. Karel Glastra Van Loon, l’autore de Il respiro di Lisa, nato ad Amsterdam nel 1962, è morto per un male incurabile nel 2005 e verrà ricordato come uno dei più promettenti scrittori nederlandesi della sua generazione, oltre che come giornalista impegnato.
Di Karel Van Loon abbiamo già letto Il frutto della passione in cui avevamo osservato la particolare capacità dello scrittore nell’esprimere emozioni a cui riesce per lo più difficile agli uomini dar voce, esplorando il sentimento della paternità, così meno immediato e viscerale di quello della maternità, indagando su che cosa voglia dire essere padre. Ne Il respiro di Lisa ritroviamo la stessa sensibilità nel raccontare una storia che, ridotta all’essenziale, si può riassumere in poche parole: una ragazza di diciassette anni scompare durante una vacanza in Normandia con i genitori, e il suo ragazzo la cerca per anni, per capire che cosa sia successo.
Il libro è diviso in tre parti- “La stagione dei sussurri”, che è quella dell’incanto della scoperta dell’amore, l’approccio in punta di piedi, i tentativi timidi di conoscenza; “Alfabeto muto per ciechi”, quando è il corpo che insegna la via dell’amore, e “Tosach fregra” che, nella lingua omagh, significa “un inizio di risposta”, e che contiene, per l’appunto, un inizio di risposta, una luce parziale sull’ombra delle domande poste dagli avvenimenti. Il tempo della narrazione non è però cronologico e i protagonisti appaiono sulla scena senza seguire l’ordine degli eventi: il libro si apre con un dialogo tra Talm, il ragazzo che era innamorato di Lisa, e la madre di lei, Sophie, e si chiuderà pure con loro due, quando tutto il passato è stato ricordato e ricostruito e non è chiaro quale sia il limite tra la colpevolezza e l’innocenza. Quando la giovanissima Sophie resta incinta di Lisa, possiamo presagire quello che succederà diciotto anni dopo? La storia della giovinezza di Sophie, le delusioni e la difficoltà di crescere la bambina da sola, si intreccia alla delicata storia d’amore tra Talm e Lisa, bella, delicata, che si richiude come un fiore quando fa l’amore. Il terzo personaggio importante della storia è Sebastiaan, il marito di Sophie che Lisa chiama “papà” ma che non è suo padre, professore universitario con uno scandalo nella sua carriera. Che se n’è andato dopo la scomparsa di Lisa, a cercare lei dappertutto- dice-, vivendo come un barbone, diventando un alcolizzato. E il giovane Talm scende pure lui negli inferi dei bassifondi, come un Orfeo in cerca della sua Euridice, barbone tra i barboni, comprando amicizia con alcol. Per sentire da Sebastiaan che cosa sia veramente accaduto in Normandia.
Cieli grigi, canali, case galleggianti, spiagge nordiche, sono lo sfondo di questa storia che non ha niente di solare, solo qualche sprazzo di azzurro come quando un soffio di vento crea uno squarcio tra le nubi, nello stile di Van Loon, delicato e poetico, che suggerisce più che dire.

Le prime righe

Siedono vicini, come vecchi amici, e si raccontano storie incredibili.
“Una volta a Nimega”, dice lui, “mi sono buttato giù da un ponte, dritto nel fiume. Volevo capire cosa si provava – più che altro un gran male tra le gambe. L’acqua era più fredda e scura e la corrente più forte di quanto credessi: quando sono tornato a galla avevo già superato il ponte e sono risalito a riva solo trecento metri più avanti. Il mattino seguente il giornale riportava che uno sconosciuto si era suicidato buttandosi dal ponte. Allora ho telefonato per dire che ero sano come un pesce, ma non hanno apprezzato la battuta e comunque non mi hanno creduto.”
“Una volta stavo per morire,” dice lei. “E’ stata l’esperienza più rassicurante che mi sia mai capitata. La vita non mi è passata davanti in un lampo, non c’era una luce celeste, né le ombre dei morti ad aspettarmi sulla sponda opposta. Da allora la morte non mi fa più paura.”

L’autore
Karel Glastra van Loon, nato ad Amsterdam nel 1962, è morto per un male incurabile nel 2005. Scrittore, giornalista e autore televisivo, oltre a Il frutto della passione, ha pubblicato una raccolta di racconti dal titolo Vannacht is de wereld gek geworden (Stanotte il mondo è impazzito). Con il suo secondo romanzo, Lisa’s adem (Il respiro di Lisa), ha bissato lo straordinario successo ottenuto con Il frutto della passione, confermando la sua posizione tra gli autori olandesi di maggiore successo internazionale.

 

INFORMALIBRI
– 01/12/2005

 

Karel Glastra Van Loon, Il respiro di Lisa

 


La misteriosa scomparsa della giovanissima Lisa durante una vacanza in Francia unisce i tre protagonisti di questo romanzo: per Talm, il fidanzato, è stata il primo amore; per la madre Sophie l’unica figlia e per Sebastian, il patri-gno, la persona il cui ricordo non smetterà mai di tormentarlo. Tutti e tre devono imparare a convivere con i dubbi e le domande a cui non riescono a dare una risposta e finiscono per iso-larsi ognuno nel proprio dolore. Talm, però, non riesce a rassegnarsi alla perdita della ragazza e, dopo sette anni, decide di parlare con Sophie, che non ha mai conosciuto, per cercare di met-tere insieme i pezzi della vita di Lisa e arrivare a capire i motivi della sua misteriosa scomparsa.

 

STILOS
– 21/11/2005

 

CERCANDO LISA DISPERATAMENTE

 

La giovanissima Lisa scompare mi-steriosamente durante una vacanza in Francia e tre persone da quel momento convivono con il dolore, i dubbi e le domande cui non riesco-no a dare una risposta. Sono Talm, il fidanzato, la madre Sophie e Se-bastiaan, il patrigno. Talm, però, non riesce a rassegnarsi alla perdita della ragazza e, dopo sette anni, de-cide di parlare con Sophie, che non ha mai conosciuto, per cercare di: mettere insieme i pezzi della vita di Lisa e arrivare a capire i motivi del-la sua misteriosa scomparsa. Ben presto viene a sapere che il patri-gno di Lisa, Sebastiaan, dopo la scomparsa della figliastra, ha cominciato a vivere come un barbone. Messo alle strette, Sebastiaan confessa un terribile segreto al quale si aggiunge quello, ancora più inquie-tante, di Sophie. E’ la storia di Il re-spiro di Lisa (Fazi, pp. 300, euro 14) di Karel Glastra Van Loon, già autore di Il frutto della passione e prematuramente scomparso nello scorso luglio.

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Il respiro di Lisa
Collana:
Numero Collana:
101
Pagine:
238
Codice isbn:
9788881126880
Prezzo in libreria:
€ 13,50
Data Pubblicazione:
10-11-2005

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