Frances Stonor Saunders

La guerra fredda culturale

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La CIA e il mondo delle lettere e delle arti

Traduzione di Silvio Calzavarini
Postfazione di Giovanni Fasanella

Un resoconto ampio e dettagliato della potente rete di finanziamenti di illustri esponenti e organi della cultura europea messa in piedi dalla CIA dopo la seconda guerra mondiale. Dopo i due decenni dei fascismi e della guerra, la stragrande maggioranza degli intellettuali europei erano su posizioni critiche anticapitaliste. Per contrastare il richiamo del comunismo e la crescita del peso elettorale delle sinistre, la CIA non risparmiò né uomini né risorse finanziarie. Per quel che riguarda la musica e la composizione musicale spiccarono il festival “Capolavori del Ventesimo Secolo”, tenuto a Parigi nel 1952, a cui fu invitata una teoria infinita di musicisti e compositori, da Igor Stravinsky a Claude Debussy, i tour costosi e trionfali della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee, la Conferenza Internazionale della Musica del Ventesimo Secolo a Roma nell’aprile del 1954. L’avanguardia fu promossa, in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York, anche nella pittura con una serie di mostre sull’espressionismo astratto americano – l'”arte della libera impresa”, come la chiamava Nelson Rockefeller – che fecero diventare per un decennio i vari Pollock, Gorky, Motherwell le star delle gallerie europee. Il Congresso per la Libertà Culturale, una copertura della CIA, finanziava la rivista anglo-americana «Encounter», la francese «Preuves», la tedesca «Der Monat» e in Italia «Tempo Presente», diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, che si voleva contrapporre a «Nuovi Argomenti» di Alberto Moravia, e molte altre testate in Europa, America Latina, Asia e Oceania. La CIA riuscì inoltre a inquadrare molti dei più rinomati esponenti dell’intellettualità occidentale e a metterli al servizio delle sue politiche, al punto che alcuni finirono direttamente sul suo libro paga. Tra gli intellettuali che la CIA finanziò e promosse troviamo Arthur Schlesinger, Isaiah Berlin, Hannah Arendt, Ignazio Silone, George Orwell, Arthur Koestler, Raymond Aron e moltissimi altri esponenti dell’alta cultura delle due sponde dell’Atlantico. La “battaglia per la conquista delle menti”, come la chiamò il segretario di Stato americano Edward Barrett, è l’oggetto di questo libro, appassionante e documentatissimo, che rappresenta un contributo imprescindibile per la comprensione dei rapporti fra USA ed Europa nel dopoguerra.

«Una grande opera di indagine storica».
Edward W. Said

«Saunders ha ragione. Questo è un libro cruciale sui pericoli, i compromessi e le manipolazioni di un’epoca intera – e molto recente».
«The Times»

«Un contributo di enorme importanza alla comprensione della storia del secondo dopoguerra».
«The Wall Street Journal»

«Immensamente documentata, la storia culturale della Stonor è scritta in maniera divertente, persino spiritosa».
«The New York Times Book Review»

«Il resoconto più completoi dell’attività della CIA fra il 1947 e il 1967».
«The New York Times»

LA GUERRA FREDDA CULTURALE – RECENSIONI

 

Marco Leto, MONDOPERAIO
– 01/12/2007

 

“Uscita di sicurezza”

 

 

 

Vittorio Zucconi, LA REPUBBLICA
– 01/05/2007

 

Così nacque in america la paura del nemico

 

 

 

Giuseppe Berta, L’ESPRESSO
– 26/12/2004

 

Se il mecenate è una spia

 

La guerra fredda non si combattè soltanto sul fronte delle alleanze politico-militari o su quello, non meno importante, del confronto fra opposti stili di vita. Essa possedette una rilevante dimensione culturale che, soprattutto negli anni Cinquanta, ebbe un enorme influsso sugli atteggiamenti di scrittori, artisti, studiosi. Come sappiamo ormai da decenni, la Cia esercitò un’azione importante sul mondo della cultura europea, attraverso un’opera di finanziamento di attività, riviste, istituzioni allo scopo di sottrarre gli intellettuali alla presa dell’organizzazione e dell’ideologia comuniste. Ma se è noto da tempo che c’era l’ombra della Cia dietro l’Associazione per la libertà della cultura e che i servizi americani sostenevano riviste raffinate come “Encountér”, diretta da Stepheri Spender, il merito della ricerca di Frances Stonor Saunders .sta nel documentare puntigliosamente, attraverso una vasta ricerca d’archivio, l’ampiezza del lavorìo che si condusse allora dietro le quinte. Ne risulta quasi una storia segreta della cultura, che coinvolge nomi di primo piano del Novecento: quelli di Arthur Koestler e Isaiah Berlin, Raymond Aron e Arthur Schlesinger, Manna Arendt e Mary McCarthy e anche di un pittore come Jackson Pollock. I lettori italiani, poi, troveranno la conferma che la bella rivista di Nicola Chiaromonte e di Ignazio Silone, “Passato e Presente”, beneficiò anch’essa dei contributi americani. Proprio la serietà del lavoro-di Saunders, tuttavia, contrasta col tono un po’ enfatico di deprecazione che affiora qui e là, come se la manipolazione della Cia avesse.avuto l’effetto di corrompere tutti coloro che, deliberatamente o meno, erano entrati in contatto con gli americani. Dopo il conflitto, la Cia aveva scelto di sostenere la sinistra europea non comunista per contenere l’avanzata della sinistra filosovietica. Non c’è da menare scandalo se, nella drammatica cornice di ambiguità della guerra fredda, uomini come Silone e Chiaromonte si avvalsero di quell’appoggio per far udire la loro voce.

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
La guerra fredda culturale
Collana:
Numero Collana:
89
Pagine:
500
Codice isbn:
9788881128808
Prezzo in libreria:
€ 22,00
Codice isbn Epub:
9788876253461
Prezzo E-Book:
€ 9.99
Data Pubblicazione:
29-10-2004