carroll luna light

Jonathan Carroll

Ossi di luna

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Traduzione di Lucia Olivieri

La bellissima Cullen è finalmente felice con il marito Danny e la figlia Mae: le sue giornate sono piene di pannolini, biberon e giocattoli di gomma. Non ha alcuna intenzione di cedere alle lusinghiere avance di Weber Gregston, regista famoso e molto seducente, né di mettere a repentaglio la propria esistenza ordinata e tranquilla, che preferisce priva di sorprese. Eppure Cullen, moglie e madre perfetta di giorno, la notte si ritrova a vivere tra le meraviglie di uno stupefacente mondo fantastico: per mesi i sogni la conducono a Rondua, un’isola popolata da animali giganteschi, scarabocchi volanti, bande di soldati a cavallo di grosse iguane, mari colore del tramonto e castelli di vetro. Insieme a Pepsi, il figlio dei suoi sogni, Cullen sarà chiamata a salvare l’isola da un sovrano malvagio. Con un mirabile salto verso un altro mondo, Carroll mette in scena un’indimenticabile favola psicanalitica, una storia d’amore carica di seduzione e dolcezza, in cui emotività umana e brutalità della vita s’intrecciano in un susseguirsi di stravaganti invenzioni per poi stringersi in un finale da incubo.

«Ossi di luna è delizioso, terrificante, immaginifico, adorabile, macabro e provocatorio. Uno spettacolo di magia».
Stephen King

«Un favoloso passaggio da questo mondo a un altro, fatto di trascendenza e orrore». Stanislaw Lem«Un tour de force visivo, divertente e amaro».
Bob Wilson

«Intrattenitore di prim’ordine, Carroll scrive romanzi fantasy per chi odia i romanzi fantasy; chi li ama, invece, non ha mai letto nulla di tanto bello».
«Washington Post»

OSSI DI LUNA – RECENSIONI

 

Tommaso Didimo, FANTASYMAGAZINE.IT
– 29/10/2007

 

Ossi di luna

 

Fantasymagazine.it

Borges direbbe che Carroll non è uno scrittore, ma una letteratura.

 

Il grande narratore argentino, che conosceva il fantastico per averlo praticato in diverse declinazioni, avrebbe sicuramente apprezzato nell’autore americano la creazione di un mondo letterario, costantemente rivisitato libro dopo libro. I libri sono una quindicina. In Italia, finora, ne sono stati tradotti otto. A partire dal 2003 Mondadori ha pubblicato Ciao Pauline e Il paese delle pazze risate, mentre Fazi Editore ha dato alle stampe I bambini di Pensleepe, Il mare di legno, Zuppa di vetro, Mele bianche e la raccolta di racconti Tu e un quarto.

 

 

 

Ossi di luna è stato scritto nel 1987. Da noi giunge solo ora, per offrire ai lettori italiani di Carroll l’occasione di entrare in questo mondo. Nel mondo, nella vita quotidiana di una giovane newyorkese, la bellissima Cullen che ci racconta con lo stile vibrante di una donna sentimentale e gioiosa la sua felice storia di amore con Danny.

 

 

 

Danny è una promessa del basket. Gioca in Italia, a Milano, per non subire le pressioni dello star system americano. Non ama la calca e la fama. Ama lo sport e i buoni libri. È un personaggio romantico. È con lui che Cullen corona il sogno di ogni donna. Segue il matrimonio e la nascita di una stupenda bambina, Mae.

 

 

 

Parliamoci chiaro, questa è una vita normale, non una vita perfetta. Carroll è puntuale, immediato nel farcelo capire.

 

La prima cosa che Cullen ci dice ad apertura di romanzo è che “il ragazzo mannaia abitava al piano di sotto”. Il ragazzo mannaia è un adolescente che affronta i riti di passaggio all’età adulta sterminando con questo strumento casalingo sua madre e sua sorella.

 

 

 

Nel libro, del resto, non mancano lutti (Danny è un giovanissimo vedovo), le incertezze di alcuni fallimenti economici, i danni di dolorose educazioni sentimentali. La conseguenza di uno di questi diventa il motore della narrazione: Cullen abortisce un bambino, avuto da una precedente relazione.  Un latente senso di colpa, d’ora in poi, scorrerà sotto le acque placide della sua vita, trovando uno sfogo nei sogni. E che sogni!

 

 

 

Cullen comincia ad avere una strana serie di appuntamenti onirici a Rondua, un’isola popolata da animali giganteschi e impossibili, scarabocchi volanti, uomini panino e ossi di luna. Protagonista dei sogni è il suo bambino abortito. Il fatto è struggente e inquietante insieme, ma, in fondo, rientra nel quadro di una vita normale. Per quanto felice, normalmente velata di malinconie e dispiaceri. L’unica cosa strana è che questi sogni sono rigorosamente a puntate.

 

 

 

Ossi di luna è scritto nel perfetto rispetto delle regole retoriche che sottendono il genere realista. Carroll cura il dettaglio, fa attenzione ai caratteri e ai particolari. La sua è una scrittura alla Balzac. Quindi perfino per gli improbabili sogni a puntate viene trovata una giustificazione, una fonte autorevole: Doris Lessing, recente premio Nobel, ne era soggetta. È impossibile non credere a Carroll. Impossibile non partecipare al dramma di questa donna che sarebbe felice se una piccola macchia psicologica non la costringesse a vivere una saga onirica.

 

 

 

Accettato che tutto questo è il nostro mondo normale (lo è!), eccoci pronti ad accettare anche il mondo di questi sogni, dove si svolge una guerra apocalittica in cui si giocano i destini di una realtà legata alla nostra in maniera non troppo esile e dove Cullen, i suoi cari e, soprattutto, suo figlio morto si catapultano su un piano che non è né solo fisico, né solo psicologico. Questo non è semplicemente un mondo alternativo, ma un mondo intermedio,  dapprima solo onirico, poi sempre più reale e compatto, intercalato nel nostro al punto tale che salvare le sorti di questo mondo corrisponde, nel nostro piano di realtà, a risanare un conflitto psicologico (il trauma dell’aborto). Un finale epico e struggente insieme.

 

 

 

Carroll è, nel contempo, elegante come Harry James e divertente come E. G. Wells. È visionario come un artista barocco, barocco come un cineasta hollywoodiano al punto che potrebbe sembrare una grave omissione la mancata collaborazione tra Carroll e Lynch. La sua scrittura è piena di invenzione, di attenzioni, di citazioni. È sempre un divertente invito a lasciarsi coinvolgere dalla testa ai piedi in un’avventura. È un grande intrattenitore che, come afferma il Washington Post, “scrive romanzi fantasy per chi odia i romanzi fantasy; chi li ama, invece, non ha mai letto nulla di tanto bello.”

 

 

 

Jonathan Carroll, da solo, è una letteratura.

 

Francesca Stignani, SUITE BENESSERE
– 01/10/2007

 

Il libro del mese

 

 

 

Marisa Cecchetti, STILOS
– 25/09/2007

 

Vivere nel mondo dei sogni dove la realtà non ha confini

 

 

 

Flavio Camilli, FUORILEMURA.IT
– 17/09/2007

 

Ossi di luna

 

FUORI LE MURA.IT   

 

 

Ossi di luna

 

Nuovo romanzo per il demiurgo cartaceo Carroll che, questa volta, non affascina completamente.

 

 

 

 

 

Flavio Camilli

 

([email protected])

 

 

“Non esiste pace, solo riposo.”

 

 

Aldilà dei sogni

 

Cullen è una bellissima donna, nel fiore degli anni, con una vita tutta da vivere e che finalmente ha preso la direzione giusta: ha trovato l’amore della sua vita nel marito Danny ed è felicissima di accudire Mae, la figlia nata da un sentimento tanto perfetto. Il passato di Cullen però non è altrettanto roseo, disseminato di piccoli traumi che ne minano la completa stabilità ingigantiti da un carattere ansioso e insoddisfatto. Comunque, Cullen non potrebbe proprio lamentarsi, dovrebbe anzi essere orgogliosa di incarnare una sorta di sogno americano vivente, assieme al suo marito perfetto, la sua figlia perfetta e il suo perfetto e stravagante amico gay. E’ proprio nei sogni però che “Cull” non riesce a trovare pace: quando chiude gli occhi, abbandona il mondo che tutti conosciamo per paggiungere Rondua, un’isola fantastica e misteriosa che esplora da cima a fondo in compagnia del figlio onirico Pepsi, un cammello di nome Marzio, la lupa Felina e la prode guida canina di Mr Tracy, cappello nero compreso. Ogni sogno si riallaccia al precedente facendo proseguire il viaggio dall’esatto momento in cui era stato interrotto, inserendo pian piano un nuovo tassello a quella che a tutti gli effetti iniziava a configurarsi come un’inquietante doppia vita. A Rondua le cose però non vanno bene: un sovrano malvagio difende il suo potere con ferocia e il piccolo Pepsi, destinato a spodestarlo, dovrà raccogliere i cinque misteriosi Ossi di luna per avere la possibilità di sfidare il perfido Jack Chili. Avrà così inizio una delirante ricerca attraverso le meraviglie e i terrori di Rondua, tra imbarcazioni a forma di cappello sorridente, macchine guardiane di desterti sconsociuti, scarabocchi volanti, enormi scarpe, cieli e mari scambiati, destrieri sorprendenti, città di vetro e oscuri manicomi. Insomma, a Rondua, chi più ne ha, più ne metta. A destabilizzare la perfetta vita di Cullen, oltre ai sogni incomprensibili, c’è anche Weber Gregston, fascinoso e ambiguo regista di Hollywood perdutamente innamorato di lei che cercherà in tutti i modi di conquistare il suo cuore. Vita reale (ma cos’è reale?) e sogno si alternano in un romanzo di formazione fuori dal comune, in questa favola rocambolesca e delicata fino ad un finale dolce – amaro, in bilico tra tragedia e “vissero tutti felici e contenti”.

 

 

Il sestetto delle preghiere esaudite

 

Questo è il titolo della “saga” teorica di cui “Ossi di luna” è il secondo capito. Il precedente, “I bambini di Pinsleepe” (edito da Fazi Editore nel 2006) racconta le vicende di Philip Strayhorn, sulle tracce della vita perduta (e avvolta dal mistero) dell’amico Weber Gregston, suicidatosi in circostanze oscure. Unico punto di contatto tra i due romanzi è propriola figura dell’acclamato regista di film horror, per altro totalmente secondaria (se non inutile) in questo secondo pezzo del sestetto. Probabilmente uno sguardo complessivo sull’intero ciclo sarebbe prematuro, ma l’unica cosa che per ora si riesce a pensare, data la profonda diversità dei due capitoli finora editi, è che ad accumunarli sia davvero poco, se non nulla. Ancora estasiati dal misto di tenerezza e profondo orrore di cui è intriso “Pinsleepe” e probabilmente eccessivamente abituati ai rocamboleschi cambi di registro emotivo da parte del buon Carroll, che nei suoi precedenti romanzi (soprattutto in “Mele Bianche” e “Zuppa di vetro”, che narrano le avventure post mortem del fu Vincent Ettrich e della sua amata Isabelle Neukor e nella bellissima raccolta “Tu e un quarto” recensita su Flm), riesce a mescolare perfettamente magia ed emozione, ritmo e stupore, senza danneggiare la tensione narrativa, questo “Ossi di luna” sembra scritto da qualcun’altro, senza la precisione e l’accuratezza di sempre, piuttosto svogliatamente. La trama in sè può risultare interessante, come lo è d’altronde l’idea di uno romanzo psicologico che attraverso le metafore oniriche possa spiegare la personalità e i problemi della protagonista, il tutto condito con una buona dose di umorismo e fantasia da vendere. L’opera tuttavia sembra non decollare, e rimane ancorata ad una scrittura fin troppo elementare, quasi irriconoscibile, a personaggi appena abbozzati e a colpi di scena purtroppo scontati, nonchè ad un finale frettoloso che non riesce neanche a compiere la tragedia che avrebbe potuto riscattare la complessiva aria di eccessivo “buonismo” che si respira tra le pagine. Intendiamoci: le cose non devono andare male per forza, ma un finale duro avrebbe donato la verve che al romanzo decisamente manca e a cui invece Carroll ci ha abituati. Riscattato da rare pagine di poesia, dalla curiosità che la trama suscita nonostante alcuni cali emotivi, “Ossi di luna” rimane un romanzo piacevole e leggero, purtroppo non è all’altezza della produzione di J. Carrol, soprattutto a causa della legge universale per cui dai grandi ci si aspetta sempre di più.

 

 

“Essere amati può essere spaventosamente terrificante.Perchè farsi conquistare dall’amore significa dire addio ad ogni autocontrollo, e se a metà strada si decidesse di tornare indietro?”

 

 

 

Jonathan Carroll, ELLE
– 01/10/2007

 

Il posto delle idee…

 

 

 

Pino Cottogni, FANTASCIENZA.COM
– 12/09/2007

 

Ossi di luna

 

Fantascienza.com
Ossi di luna

 

Un favoloso passaggio da questo mondo ad un altro. Un viaggio fantastico fatto da una normale casalinga

 

Solo la sfrenata fantasia di un autore particolare come Jonathan Carroll ci poteva regalare un romanzo come Ossi di Luna.

 

L’autore, il cui nome completo è Jonathan Samuel Carroll è nato negli Stati Uniti nel 1949, è cresciuto a New York e si è laureato nel 1971 anno in cui si è sposato e dopo qualche tempo si è trasferito in Europa e precisamente a Vienna città dove trova spunto di ispirazione letteraria e dopo aver insegnato inglese per qualche tempo ora si dedica alla scrittura a tempo pieno.

 

E’ l’acclamato autore di romanzi come Il mare di legno (The Wooden Sea, 2001) e Il paese delle pazze risate (The Land of Laughs, 1980) e vari altri “unici e singolari” romanzi.

 

Ossi di luna fa parte del cosidetto “sestetto delle preghiere esaudite” ed è inserito nella serie di “Rondua” che comprende i romanzi: Bones of the Moon; Sleeping in Flame e infine A Child Across the Sky.

 

E’ considerato tra i più originali e visionari scrittori attuali, i suoi romanzi quasi non si possono descrivere ma devono essere letti. Sono romanzi forti, delicati, divertenti, alcune volte strazianti e sopratutto assurdi ma interessanti ed avvincenti

 

 

 

 


Dalla quarta di copertina: La bellissima Cullen è finalmente felice con il marito Danny e la figlia Mae: le sue giornate sono piene di pannolini, biberon e giocattoli di gomma. Non ha alcuna intenzione di cedere alle lusinghiere avance di Weber Cregston, regista famoso e molto seducente, né di mettere a repentaglio la propria esistenza ordinata e tranquilla, che preferisce priva di sorprese. Eppure Cullen, moglie e madre perfetta di giorno, la notte si ritrova a vivere tra le meraviglie di un mondo fantastico: per mesi i sogni la  conducono a Rondua, un’isola popolata da animali giganteschi, scarabocchi volanti, bande di soldati a cavallo di grosse iguane, mari color tramonto e castelli di vetro. Insieme a Pepsi, il figlio dei suoi sogni, Cullen sarà chiamata a salvare l’isola da un sovrano malvagio. Con un mirabile salto verso un altro mondo, Carroll mette in scena un’indimenticabile favola psicanalitica, una storia d’amore carica di seduzione e dolcezza, in cui  emotività umana e brutalità della vita s’intrecciano in un susseguirsi di stravaganti invenzioni  per poi  stringersi in un finale da incubo.

 

 

 

Ossi di luna di Jonathan Carroll (Bones of the Moon, 1987), traduzione di Lucia Olivieri, Fazi Editore, collana Le Strade 126, pag. 286, euro 16,50.

 

STILOS
– 28/08/2007

 

Jonathan Carroll, “Ossi di luna”

 

 

 

CARTA
– 31/08/2007

 

Letture

 

 

 

Daniela Liucci, MIA MAGAZINE IN ACTION
– 01/08/2007

 

Libro misto

Per le patite del fantasy

 

 

Brunella Schisa, IL VENERDI
– 20/07/2007

 

Le Storie dell’altro Mondo amate da Stephen King

 

 

SCHEDA TECNICA

Autore:
Titolo:
Ossi di luna
Collana:
Numero Collana:
126
Pagine:
288
Codice isbn:
9788881128471
Prezzo in libreria:
€ 16,50
Data Pubblicazione:
12-07-2007

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